Sterrare è Umano Trophy

SUT – STERRARE è UMANO TROPHY 2024

“SUT, Il Paradiso all’improvviso!”

 “ …le verdi terre/ Le discese ardite/ E le risalite / Su nel cielo aperto/ E poi giù il deserto…” Quando Mogol e Battisti hanno scritto questi versi, sono sicuro che si siano ispirati all’Abruzzo!

I paesaggi, i tracciati, il livello tecnico, la varietà dei percorsi che solo questo territorio sa regalare, ha reso la 3° edizione dello Sterrare è Umano Trophy un vero capolavoro dell’Adventouring!

Passare dalla spiaggia alle montagne innevate, da zero a 1.400 metri SLM, dal caldo del mare alla neve del Gran Sasso, vi assicuro che non è affatto scontato e tutto ciò regala al percorso un’atmosfera unica e irripetibile. 

Memori dell’altro bellissimo evento organizzato da “Sterrare è Umano”, e cioè il Rally dei Trabocchi 2023 , all’invito di Simone Romano a partecipare a questo favoloso evento, abbiamo risposto con grande entusiasmo. E le aspettative non sono state certo disattese!

La “cavalcata” ha come punto di ritrovo del SUT 2024 è il “Pala Dean Martin” di Montesilvano (PE) (sapete perché lo hanno intitolato al famoso attore americano? Perché ho scoperto che il padre era originario di Montesilvano!). Ad attenderci un village faraonico, ben organizzato e occupato da ben 42 espositori, tra i quali marchi di grande rilievo come Clover, SW-Motech, Honda, Fantic, WLP e tanti altri… 

L’accoglienza è amichevole, calorosa. Simone Romano ci saluta e ci conduce alla grande sala dove si effettuano le iscrizioni e le operazioni preliminari, si ritirano i buoni ristoro, cena e gli omaggi sempre ben curati e di qualità…

Siamo ospiti nel village, dove allestiamo il nostro gazebo e dove mi inoltro alla scoperta di espositori e ospiti. Con grande sorpresa e piacere incontro il pilota fresco Dakariano, nostro “conterraneo” e amico, Gioele Meoni, poi Montanari, Marco Iob, Kirian Mirabet. Penso un attimo:

Siamo al mondiale motorally? Quale sarà il livello di questo Adventouring? Visti i partecipanti la situazione si fa preoccupante!

Mi scrollo di dosso i pensieri, e mi presento alla cena con briefing di benvenuto. Mi confronto con alcuni partecipanti, saluto le facce ormai “note” incontrati nei vari eventi, e già siamo alla partenza della mattina di venerdì 26 aprile.

La partenza del SUT

Le partenze sono ben organizzate, scaglionate con tre partenti ogni minuto, così da dare giusta distanza ed evitare ammassamenti.

Purtroppo, però, al primo tratto di off una salita un po’ viscida mette in crisi i primi e si crea un tappo. Fortunatamente, riesco a bypassare per riprendere la traccia e proseguire tranquillamente. Tranquillamente … si fa per dire!

Il percorso del venerdì in realtà è stato il più “intenso“ dei tre. Anche perché abbiamo attraversato un dislivello dal mare fino a  ben 1400 metri, passando per attraversamenti anche piuttosto complicati. In particolare quando  abbiamo incontrato lunghi tratti di fondo fangoso, molto viscido e profondo, che ha messo alla prova piloti e mezzi.

I tratti di fango e di viscido non erano solamente in pianura, ma anche in ripidissime discese davvero difficili da affrontare. E il bello che questi passaggi non erano nemmeno sulla traccia Expert, bensì sulla Medium. Le tracce infatti erano tre: Soft, Medium, Expert; tutte sullo stesso percorso, però con tratti di varianti per i vari livelli.

Abbiamo trovato di tutto

Dal fondo erboso, alla pietraia, alla strada con la breccia altissima che richiedeva una guida in galleggiamento, dal fango, ai guadi, dai fiumi agli sterrati. Insomma, tanta tecnica e tanto divertimento, il tutto “condito” da panorami e paesaggi unici nel loro genere.

Nei tre giorni abbiamo incontrato zone panoramiche e tanti “altopiani” tra i monti abruzzesi. Alcuni sterminati, contornati dal massiccio della Majella e del Gran Sasso totalmente innevato. In alcuni scorci avevamo la vista delle montagne e del mare, in altri una vegetazione quasi “equatoriale” per quanto era fitta e umida.

Insomma, oltre che belle tracce di off-road, ho vissuto  anche un’esperienza meravigliosa dal punto di vista paesaggistico. Come quando nella seconda giornata, quella del sabato 27, ci siamo imbattuti nel sito archeologico di Peltuinum, posto anch’esso su di un altopiano e formato da rovine di epoca pre-romanica.  Fantastico!

La tappa del “Day 2” è stata la più lunga

Ben 340 km sempre su tre tracce a piacimento. La particolarità è stata la partenza dalla spiaggia: abbiamo percorso ben 3 km di sabbia per poi accedere al tracciato verso la montagna. Stavolta il tempo clemente e i passaggi più asciutti hanno reso la percorrenza più “umana” ma per niente scontata. Meno fango ma tanta pietra, tanta breccia, e soprattutto tanti km.

Sosta al ristoro rifrancante e poi subito su una traccia Expert. Una lunghissima salita dal fondo pietroso, sfiancante e infinita! Tanto che, causa stanchezza e causa post-pranzo a metà percorso mi sdraio…

Niente di che, rialzo la moto e mi fermo a filmare i partecipanti… poi riparto e porto a conclusione il percorso che nella seconda parte prevede circa 180 km. Quindi ritmo, concentrazione e via andare!

Tutto si snoda tra percorsi e panorami stupendi, e riesco a rientrare al Village a un orario decente… giusto in tempo per un po’ di foto, quattro chiacchiere, poi doccia e cena del sabato, nella bellissima sala del  centro polivalente allestita per l’occasione.

E infine, l’ultimo giorno

Ed eccoci giunti al “Day 3”, ultima tappa, quella corta, rilassante… così penso ma mi sbaglio. I km sono pochi, circa 140, ma il delirio di fango e  guadi presenta subito il conto: una lunga lingua di fango viscido e argilloso abbatte i partecipanti uno a uno. Pochi ne escono incolumi.

Ne vengo fuori con fatica, poi il percorso si immette su uno sterrato per riportare ancora sul fosso con variante Extreme. Probabilmente vista la malaparata, l’organizzazione decide di bloccare il passaggio, e si procede per il percorso Medium/Soft. Niente di grave, perché tutta la restante traccia è di alto livello, e tra passaggi in acqua, lunghe salite, bellissimi sottobosco, tutto scorre con grande goduria, fino all’arrivo al village.

Un saluto agli amici, a Simone e ai ragazzi dello staff e torno a casa soddisfatto di aver preso parte a uno degli eventi off road/adventouring più belli d’Italia, di esser stato in grado di affrontare ostacoli importanti e di aver avuto una buona resistenza fisica nei quasi 700 km totali percorsi… nulla di scontato visto i miei recenti trascorsi ospedalieri.

Spendo volentieri qualche parola sui nostri partner e sul nostro equipaggiamento

Arrow

Ci ha messo a disposizione la bellissima Yamaha T700 che con il kit scarico Arrow dedicato, regala il giusto brio a un motore sempre brillante e pronto a tutti i regimi. Dote importantissima in questa tipologia di percorsi.

SW Motech

Ci ha messo a disposizione l’allestimento mirato alla protezione della moto, all’ergonomia e al bagaglio. Paramotore, paracoppa, pedane maggiorate, riser manubrio, borsa posteriore. Le protezioni hanno fatto il loro dovere. Qualche “appoggio “nel corso dei 700 km c’è stato e i tubolari hanno protetto serbatoio e telaio, le pietre sul paracoppa hanno colpito duramente, ma grazie alla protezione coppa la moto ne è uscita illesa… eccellente la posizione di guida grazie alle pedane ribassate e ai riser manubrio.

Nonostante il mio quasi metro e 90 sono riuscito a guidare comodamente in pedi praticamente tutto il percorso, senza affaticare la schiena e le gambe come invece normalmente accade. Comodissima la borsa posteriore nella quale ho messo di tutto, e che mi ha permesso di eliminare lo scomodo e pesante zaino dalle spalle.

4k parti speciali

Ha fornito la torretta con il kit faro. Mi devo complimentare con l’azienda per la realizzazione certosina del supporto. Non solo dal punto di vista della cura estetica, quanto per la posizione ben studiata che permette di visualizzare perfettamente il Pad della navigazione, e per la robustezza del supporto che, credetemi, ha subìto sollecitazioni pesanti causa buche, sassi, rami e di tutto di più.

WLP.com

il bellissimo PAD per la navigazione. Si può utilizzare una app per la navigazione con tracce GPX oppure l’app per il road book elettronico. Ambedue le applicazioni possono essere manovrate con la pulsantiera che si installa accanto alla manopola sinistra. Comodissima e quasi indispensabile, permette di ingrandire o ridurre la grandezza della mappa, posizionarsi, spostare la traccia… fantastica!

Metzeler

Nome che non ha certo bisogno di presentazioni, ci ha fornito le nuove Karoo 4, chiedendoci di testarle nei vari Adventouring i giro per l’Italia. In questa occasione le tipologie di terreno le abbiamo trovate tutte. Sabbia, asfalto, sterrato, fango, pietraia, guado, breccia, buche. Devo dire che sull’asciutto hanno doti di grip eccellenti e anche su terreni smossi l’anteriore non tradisce e la trazione del posteriore regala sicurezza. Anche sulle pozze e sui guadi si comportano bene così come sull’asfalto. Dove ho trovato difficoltà è sul fango alto e sulla ghiaia particolarmente smossa. Li, soprattutto sull’anteriore, si sente la mancanza di un tassello piu alto e più spaziato che permette di scaricare meglio il fango o affondare sulla ghiaia. Ma essendo una gomma nata e progettata per un uso “dual” ovviamente non si è alla ricerca della prestazione “estrema”.

In definitiva, bellissima esperienza e grande gusto di guida! Ci vediamo al prossimo evento. Seguiteci!

Testo e tester: Edoardo Tommassini

Foto: Alessio Corradini e Lorenzo Longobardi

Partner: Arrow / Sw-Motech / WLP / 4K Parti Speciali / Metzeler / Clover

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