3 days-off… di testa!

3 days-off: tre giorni dico io!

Possono bastare appena tre giorni per vivere una delle esperienze più belle della tua vita?

Forti dell’esperienza del Queen Trophy (uno degli eventi adventouring più belli d’Italia che vi raccontiamo fin dalla prima edizione) i ragazzi del Motoclub Pepe Bevagna hanno fondato “OFF”, per far vivere le magie del loro centro Italia tutto l’anno.

Giri pensati per piccoli gruppi, senza il caos del mega evento, organizzati con una guida per essere elastici e proporre un tour su misura dei partecipanti.

Il primo appuntamento è stato “3daysOFF”

Come da nome, tre giorni in off con base in Val Nerina, all’ombra di Cerreto di Spoleto, un crocevia per gli appassionati di fuoristrada d’appennino.

Sei partecipanti per un gruppo a dir poco eterogeno, da Jhonny Ghirardi viaggiatore senza meta e KTM ambassador famoso su Instagram come The brave biker a Francesco, neofita, su una semplicissima Fantic Caballero spaventatissimo quasi solo al leggere il curriculum di Jhonny.

L’appuntamento è in un agriturismo umbro vero, di quelli semplici in cui ci si sente a casa sia al tavolino che con le persone; è giugno, eppure la compagnia del fuoco nel caminetto dell’ampia sala è piacevole e scalda le serate ancora fresche visto che siamo a 900 metri in mezzo ai monti.

La mattina del primo giorno, dopo le raccomandazioni del caso, partiamo alla volta del confine umbro-marchigiano

Le guide conoscono il territorio palmo a palmo e dividono il gruppo secondo le esigenze e le difficoltà, il  terreno diventa subito divertente e la vista inizia a regalarci i primi panorami. Riofreddo, Montecavallo Vari e Visso, borghi in rapida successione; intorno a noi la magia dei Sibillini ci regala cartoline una dopo l’altra.

Da Visso saliamo ed entriamo in un canalone che ci porta fino alla piana di Castelluccio. La natura è sterminata, in quota c’è ancora la neve, sullo sfondo il Monte Vettore con evidente la frattura dovuta al terremoto del 2016.

Cavalli e panettoni erbosi si susseguono senza fine e senza sosta, ma quando avanti a noi si apre l’altopiano più celebre dell’Umbria c’è solo silenzio e stupore sotto il casco, accompagnato dalla malinconia nel vedere il paese di Castelluccio ancora ridotto a un cumulo di macerie dopo il sisma.

Ci fermiamo qui per pranzo: l’idea è quella di alimentare l’economia locale, la conseguenza (piacevole) è stata quella di aver mangiato la zuppa di lenticchie e salsiccia più buona della storia e una serie infinita di prodotti a “metro zero”.

Quel verdì pomeriggio sulla piana di Castelluccio poteva essere stato raggiunto il culmine di bellezza di qualunque tour, ma non di questo, non di un 3daysOFF…

Il giorno dopo partiamo verso SUD, in direzione Abruzzo

Chi ci legge sa quanto io ami spassionatamente quella regione fuori dal tempo e dallo spazio, chi non ci legge abitualmente e non sa di cosa parli deve prendere la moto e viverlo.
Dalla Val Nerina passiamo Cascia, le miniere di Monteleone, poi Leonessa.

Caspita questo questo è solo il trasferimento ed è da paura!

Lasciamo Borbona e quando, svalicato il passo, scendiamo nella piana di Termine abbiamo il benvenuto Abruzzese… un territorio completamente diverso!

È sconvolgente come il confine geografico ricalchi quello geologico. L’orografia cambia, il terreno cambia.
Sassi bianchissimi, altopiani nudi, la vegetazione si dirada, non posso spiegarvelo ma è così: è un’altra roba rispetto al resto del mondo.

Scendiamo verso Arischia per poi salire per la celebre salita omonima, già percorsa in altre occasioni ma sempre bella con i suoi tornanti che ci portano a Collebricioni dove ci gustiamo una serie di arrosticini di pecora.

A pancia piena prediamo da Aragno la pista per il passo delle Capannelledue ore e mezza per coprire 18km!

Difficile? Problemi? Forature?

No, solo bellezza, tanta inesauribile bellezza che vien voglia di prenderla con le mani passarla per gli occhi fino al cervello!

Inutile fermarsi per le foto, inutile dannarsi con le Go-pro: quei 18km vanno “visti con gli occhi” aprendo la bocca in un cerchio di stupore, allungando questa poesia con una marcia a passo d’uomo, contando i giri di ruota fino all’asfalto dove una volta giunti Filippo ha esordito con l’unico commento che poteva essere fatto:

Basta io posso caricare la moto sul carrello e tornare a casa.

Il ritorno all’agriturismo scorre piacevole ma con gli occhi anestetizzati, non c’è più spazio per nulla. Tagliamo per asfalto, cose che capitano quando investi due ore per goderti uno dei tratti più belli del centro Italia.

Il terzo giorno è quello di chiusura

Solo mezza giornata di guida perché

È un giorno di relax, bello ma nulla di incredibile

sostengono gli accompagnatori, ma loro sono così… danno per scontato il monte Pennino, Nocera Umbra e Sellano, tutta roba che sarebbe stata il piatto principale di qualunque altro evento, ma nessun’altro avrebbe condensato in tre giorni tutto questo incredibile centro Italia.

Se volete essere aggiornati su questi tour appenninici seguite gli appuntamenti di “OFF Adventure bike Experience” su Facebook e Instagram e seguite il Queen Trophy: noi lo facciamo fin dalla nascita e possiamo solo che consigliarvelo.

Testo e foto: Dario Lupini

condividilo con i tuoi amici

Articoli correlati

MOTO, ANCMA: IL MERCATO TORNA A CORRERE, FEBBRAIO CHIUDE A +19,8%

Dopo un inizio 2024 a rilento, il mercato nazionale delle due ruote a motore ritrova grande vigore. Febbraio chiude infatti con un solido +19,8% sullo stesso mese dell’anno scorso, mettendo su strada oltre 28mila veicoli. È quanto si apprende dal comunicato stampa sull’andamento delle immatricolazioni mensili di moto, scooter e ciclomotori diffuso in serata da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori).

Leggi di più >

Di: Strazzari/Engines Engineering – Dirige l’orchestra: Paolo Caprioni – Canta: MINA!

La Ducati DesertX nasce come moto adventouring, una maxi-enduro con una forte vocazione fuoristradistica.

Il Team Kaprioni capitanato dai fratelli Paolo e Stefano e coadiuvati dalla Engines Engineering, un pool di esperti sull’innovazione tecnologica applicata alle moto, hanno scommesso di riuscire a portare il primo prototipo di Mina in Senegal, fin all’arrivo della mitica Parigi-Dakar.

In poco più di un anno, il progetto ha preso forma e Paolo come promesso si è presentato al via dell’Africa Eco Race e dopo circa 6.000 km di piste e sabbia, il sogno di raggiungere le spiagge del Lago Rosa era coronato.
Un sogno che si è concretizzato con un’affermazione di Paolo Caprioni di tutto rilievo, 20esimo assoluto e sesto di classe, con davanti mostri sacri di questo sport, come Cerutti, Botturi e Tarres.

Dopo aver seguito le fasi dello sviluppo andando in visita presso l’headquarter della Engines Engineering (leggi l’articolo https://discoveryendual.com/mina-il-p… o guarda il video https://www.youtube.com/watch?v=WJ_Te…, abbiamo avuto la possibilità di provarla al rientro della maratona Africana, salendoci in sella nella pista sabbiosa di Pomposa.

Vi racconteremo quali sono state le modifiche e come va, in attesa che ne venga commercializzata una piccola serie e addirittura un kit per equipaggiare tutte le DUCATI DesertX.

Leggi di più >