Un modo alternativo per utilizzare le motociclette

Nel 2016 Routes des Grandes Alpes, un anno dopo Tuscan Tour…

Eh già, convinto che un’esperienza indimenticabile va riproposta, mi metto al lavoro: ricerco percorsi stradali curvosissimi, gli hotel (con garage) per il sano e giusto riposo dei bikers dopo le fatiche giornaliere e, perché no, anche un po’ di visite culturali.

Detto fatto: tutto pronto! Al tour proposto aderiscono ben quindici spavaldi bikers! Sorpreso e non certo abituato a così ricca adesione, entro nel panico mi metto le mani nei capelli, certo che a ogni incrocio qualcuno si perderà.

Beh! Ormai è cosa fatta! Venerdì mattina presto il ritrovo è nella piazza centrale del paese, una colazione fugace e partenza.

Percorriamo un po’ di soporifera autostrada con qualche ottima sosta caffè per contrastarne l’effetto sedativo.

Abbandoniamo l’odiata strada senza curve al casello di Firenze Certosa dirigendoci verso la prima meta culturale del tour: l’Abbazia di San Galgano. Si trova nella bellissima Toscana a sud est di Siena, un edificio ormai ridotto quasi a una rovina ma ricco di storia, famoso per la storiadella spada nella roccia. Parcheggiate le motociclette in perfetto ordine sparso, visitiamo l’importante abbazia cistercense in non più di 5 minuti… è quasi completamente in rovina! Fortuna vuole che nelle immediate vicinanze ci sia un ottimo ristoro che offre fresche birrette e appetitosi panini imbottiti di finocchiona toscana.

Tutti in sella e si riparte: percorriamo un centinaio di km su strade che attraversano un ambienteunico, passando da Buonconvento in Val d’Orcia, arriviamo ad Abbadia San Salvatore giusto in tempo per approfittare di un “leggerissimo” pranzo a base di antipasti, bis di primi piatti, secondi, dolci, caffè e, perché no, anche un digestivo.

Dopo aver riempito anche i serbatoi delle nostre motociclette, ripartiamo percorrendo sempre bellissime strade extraurbane in direzione della meta finale, la Cascata delle Marmore a Terni.
Attendendo l’orario di apertura del parco e del rilascio dell’acqua nelle cascate, è “d’obbligo” unhappy hour al bar del luogo. La visita serale alle cascate nel momento di massima piena ci lascia attoniti davanti a tanta incredibile bellezza e forza della natura.

La giornata non può finire se non in ottima compagnia di una tavola imbandita a festa nel ristorante sulla terrazza dell’hotel e le immagini seguenti offrono una giusta testimonianza del goliardico momento.

Il secondo giorno, terminata una ricca e sostanziosa colazione, partiamo per una passaggio nella città dell’Aquila, dove gli effetti del sisma ci lasciano veramente senza parole. Proseguiamo passando ai piedi del Gran Sasso percorrendo strade in bellissime aree geografiche per circa 120 km fino alla devastata Amatrice. La vista di tanta distruzione ci lascia con un forte senso di disagio. Qualche mese prima del nostro arrivo, è stata inaugurata una nuova area che accoglie i variristoranti del paese che possono cosi continuare la tradizione proponendo i piatti tipici. Considerata l’ora, pranziamo con ottimi spaghetti all’Amatriciana in gran quantità.

La nostra giornata motociclistica termina dopo qualche ora di curve e qualche centinaio di chilometri nella medioevale e splendente cittadina di Gubbio.
Doccia riabilitante poi passeggiata a piedi verso la vera meta della giornata: un ristorante in stile medioevale dove la serata è trascorsa in fantastica compagnia allietata da una suntuosissima cena!

Nel terzo e ultimo giorno, rigorosamente “colazionati”, percorriamo la strada statale Apecchiese e le curve di Bocca Seriola, Bagno di Romagna, passo del Carnaio, Premilcuore fino al mitico Passo del Muraglione, da lì fino a San Godenzio e Dicomano, il tutto per ben 230 km senza soste.
Incredibile ma vero! Essendo l’ultimo giorno, considerato che nel pomeriggio ci aspetta ancora una volta l’agonizzante e demotivante autostrada, sembra consolidata tra tutti l’idea di un frugale pranzo a base di fresca e leggera insalatina verde. Ops! All’ora di pranzo succede l’imprevisto, proprio sul nostro cammino incontriamo un agriturismo fantastico: nel menù non esiste l’insalatina ma solo bistecche di chianina!

Lascio alla vostra immaginazione: cosa arriva dopo pochi minuti sulla nostra tavola?

Riprendendo il titolo “ Un modo alternativo per utilizzare le motociclette”, direi che possono essere utilizzate per conquistare fantastici passi alpini, percorrere distanze in meravigliosi luoghi, mapossono essere utilizzate anche solamente per passare da un ristorante all’altro!

Che dire! Non c’è niente di meglio che una serena e sfavillante compagnia in sella alle amate motociclette per trascorrere momenti che rimangono nel cuore.

I dati tecnici del tour:

  • tre colazioni
  • tre pranzi
  • tre cene
  • e parecchie soste caffè…

Testo e foto: Daniele Tezza

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