Mongolia 2016: 25.000 km a/r verso l’Asia Centrale

Un sogno che si avvera: ritornare a trovare gli amici kazaki, percorrere la Via della Seta e la Pamir Highway, attraversare le steppe mongole e tornare attraverso l’immensa Siberia
PREMESSA
La voglia di viaggiare unita ad una maggior disponibilità di tempo libero ci hanno permesso di progettare una nuova avventura con le nostre moto che ci ha condotto in 65 giorni fino in Asia Centrale e precisamente in Mongolia, seguendo in parte la Via della Seta già percorsa da Marco Polo. Per lunghi mesi abbiamo progettato con l’amico Marco questo viaggio per tornare in Kazakhstan, dove ho lavorato per oltre 8 anni e raggiungere anche la Mongolia per poi rientrare in Italia attraverso la Siberia e la Russia. Un altro amico, Claudio, coinvolto nel progetto, si è unito con entusiasmo, anche se per ragioni di lavoro è stato costretto a limitare il suo viaggio ad Almaty in Kazakhstan. In Mongolia ci hanno raggiunto le nostre mogli Paola e Adriana che ci hanno accompagnato fino ad Ulan Bator.
Moto utilizzate:
KTM 990 Adventure (2011) – Africa Twin RD03 (1989) – Africa Twin CRF 1000L – (2016)

Partenza 15 maggio – Rientro in Italia 18 luglio 2016
ANDATA: BRESCIA – ULAN BATOR – 15091 KM – 44 GIORNI RITORNO: ULAN BATOR – BRESCIA – 9849 KM – 21 GIORNI
15 MAGGIO – 22 MAGGIO: DA BRESCIA AD AKSAI (KAZAKHSTAN): 4235 KM

Il viaggio è iniziato sotto la pioggia che ci ha accompagnato per i primi 5 giorni. Temperature quasi invernali in Polonia e Ucraina. In 8 giorni abbiamo attraversato Slovenia, Ungheria Ucraina e Russia fino in Kazakhstan. Comunque abbiamo potuto ammirare Lubiana, Budapest, Leopoli, Kiev. Calorosa accoglienza ad Aksai, dove i miei ex colleghi hanno organizzato una festa per il nostro arrivo. Un problema di tenuta di una guarnizione del collettore di scarico sulla mia KTM è stato risolto a Kiev.

23 MAGGIO – 1 GIUGNO: DA AKSAI (KAZAKHSTAN) A DUSHAMBE (TAJIKISTAN): 3196 KM
Andando verso il Mar Caspio, il caldo ci ha fatto subito compagnia ed è diventato torrido entrando in Uzbekistan. Strade pessime in Kazakhstan e polizia in agguato per spillare soldi. Magnifiche le città uzbeke lungo la via della seta: Khiva, Bukhara e Samarcanda ci hanno affascinato con la loro bellezza. Molto simpatici gli uzbeki. La scarsità e la pessima qualità della benzina ci hanno dato qualche problema.

2 GIUGNO – 11 GIUGNO: DA DUSHAMBE (TAJIKISTAN) AD ALMATY (KAZAKHSTAN): 3100 KM
Questa è stata forse la parte più bella del viaggio. Abbiamo percorso la Pamir Highway fino in Kirgizistan e da li siamo rientrati in Kazakhstan. Molti tratti impegnativi di strade sterrate, ma panorami mozzafiato lungo la Whakan valley dove il fiume Panj separa il paese dal vicino Afghanistan. Molta povertà ma molta simpatia verso di noi dagli abitanti. Perseguitati dalle forature. Cibo e alloggi appena accettabili. Tappe faticose ma di grande divertimento con le nostre moto. Sorprendente la bellezza del Kirghizistan, verdissimo e con migliaia di animali al pascolo. Sullo sfondo montagne di otre 7000 m. A Bishkek abbiamo incontrato alcuni miei ex colleghi a bordo di FJ Cruiser, con i quali abbiamo passato 2 giorni divertendoci su percorsi off nei pressi del lago Karakol . Ad Almaty tagliando alle nostre moto e montaggio gomme tassellate.

12 GIUGNO – 17 GIUGNO: DA ALMATY(KAZAKHSTAN) A OLGJI (MONGOLIA): 2642 KM
Salutato l’amico Claudio che è rientrato in Italia spedendo la moto in aereo, abbiamo attraversato un caldissimo Kazakhastan orientale e siamo entrati in Russia a Bernaul. Dirigendosi verso sud, dopo aver attraversato i monti Altai verdeggianti e con fiumi imponenti, siamo entrati in Mongolia da est raggiungendo Olgji, dove il giorno dopo sono arrivate in aereo le nostre mogli, Paola e Adriana. Problemi con una centralina dell’Africa Twin di Marco. Per fortuna dall’Italia sono arrivate quelle nuove.

18 GIUGNO – 27 GIUGNO: DA OLGJI A ULAN BATOR (MONGOLIA): 1918 KM
Con al seguito un pulmino fuoristrada che ci ha organizzato i campi, in 8 giorni abbiamo attraversato una verdissima Mongolia su belle piste in terra battuta, mai difficili e molto divertenti con le moto. Alcune notti abbiamo dormito in tenda, altre nelle caratteristiche Ger. Migliaia di animali al pascolo ci hanno accompagnato durante il percorso. Visita a monasteri e al vulcano Khorgo. Ulan Bator è stata una delusione.

28 GIUGNO – 7 LUGLIO: DA ULAN BATOR (MONGOLIA) AD AKSAI (KAZAKHSTAN): 5790 KM
Salutate Adriana e Paola, abbiamo lasciato la Mongolia e siamo entrati in Siberia passando da Irkusk, sul Lago Baikal: lunghe giornate in moto e molta strada ogni giorno attraverso una Siberia mai noiosa. Ottime le strade russe e traffico accettabile. Rientro in Kazakhstan via Orenburg, e nuova sosta ad Aksai, dove l’accoglienza dei miei ex colleghi non si fatta mancare anche questa volta. Cambio olio e montaggio nuove gomme.

8 LUGLIO – 18 LUGLIO: DA AKSAI (KAZAKHSTAN) A BRESCIA: 4059 KM
Volata finale fino a Brescia, anche se a causa di un’usura anomala della corona della mia ADV 990, siamo dovuti star fermi a Saratov per due giorni in attesa dei pezzi di ricambio. Il programma prevedeva di rientrare in Italia via Caucaso e Balcani, ma un’interruzione della strada che collega la Russia alla Georgia ci ha costretto a rientrare da Nord via Ucraina. Questo, però, ci ha evitato di trovarci a Istanbul durante i giorni del colpo di stato. Abbiamo quindi attraversato l’Ucraina e la Polonia, fermandoci ad Auschwitz e attraverso l’Austria siamo rientrati in Italia.

CONSIDERAZIONI FINALI DOPO UN VIAGGIO IN MOTO DI 25.000 KM IN ASIA CENTRALE

Numeri del viaggio:

  • Km totali: 24.940, di cui piste: 1800
  • Giorni totali di viaggio: 65, di cui in moto 52
  • Giorni di sosta: 13
  • Media giornaliera in viaggio: 489 km
  • Consumo benzina: 1460 l.

Sono tanti i momenti che abbiamo vissuto, le persone che abbiamo incontrato e luoghi che abbiamo visto impossibili da dimenticare. Ma alcuni meritano una menzione particolare:
Compagni di viaggio
Marco e Claudio sono stati due compagni eccezionali, con cui ho condiviso molti viaggi in moto e con gli sci e che anche questa volta hanno confermato il valore dell’amicizia soprattutto in situazioni diverse dalla quotidianità. Marco, esperto e competente per ogni problema riguardante le moto, ha dato tranquillità in ogni situazione difficile e, suo malgrado, ha dovuto supportare certe volte la frenesia mattiniera dei compagni di viaggio. Claudio, al suo primo grande viaggio, ha portato entusiasmo e curiosità nel team, suggerendo ottimi ristoranti e mete turistiche. Per motivi di lavoro non ha potuto fare il viaggio completo, ma ci saranno altre occasioni anche per lui.
Le nostre mogli: Adriana, Paola e Anna.
Hanno pazientemente accettato tutta la nostra concentrazione per i preparativi di viaggio e la lunga assenza. Paola e Adriana hanno condiviso con noi la traversata della Mongolia, che in alcuni momenti per varie ragioni ha richiesto un grande spirito di adattamento. Brave.
Gli amici di Aksay
Grande accoglienza e calore al nostro arrivo. L’affetto e l’amicizia che abbiamo ricevuto, uniti ai bei momenti passati ad Aksai, sono uno dei ricordi più belli di questo viaggio. In particolare Mirkamal, efficiente, instancabile ed allegra. Ha fatto molto per organizzare la festa al nostro arrivo e per aiutarci durante il nostro soggiorno ad Aksay. Indimenticabile la gita al lago salato dove ha anche preparato un gustoso pic nic. Rustem, inarrestabile ed esplosivo. La gita al lago Isyk kol, con il FJ cruise crazy Team, da lui organizzata è stata moto divertente e ci ha fatto conoscere tante persone simpatiche.
Il team di Blue Wolfe
Ci hanno accompagnato durante la traversata della Mongolia facendo del loro meglio per organizzare il viaggio anche in situazioni difficili. La brava cuoca Janka ci ha fatto gustare ottimi piatti mongoli preparati ogni giorno con pochissimi mezzi.
Alex Yamaha Saratov
È stato determinante nel risolvere un problema sulla mia moto permettendoci di non rimanere bloccati. Grande dimostrazione di disponibilità e serietà.
I meccanici del viaggio Riky, Sergey, Dimitry, Serik: li abbiamo incontrati in vari posti e ci hanno aiutato a risolvere qualche problema tecnico e a fare manutenzione alle nostre moto con competenza e cortesia. Bravi.
Gli amici Kazaki
Aibar, Almas, Yertay, Yerzhan e Aibek. Dimostrazione di grande ospitalità e amicizia. Ci hanno fatto conoscere un po’ più a fondo il Kazakhstan e fatto vivere l’esperienza delle Banje Kazake .
Motociclisti globe-trotter
Ne abbiamo incontrati molti, solitari, coraggiosi, che girano il mondo senza fretta, con pochi mezzi ma con grande spirito. Grande ammirazione e un po’ di invidia.
I bambini del Pamir
I più simpatici e sorridenti. Grandi corse per vederci, salutarci e darci il cinque. Pronti a saltare sulle nostre moto. Tanti, in tutti i più sperduti villaggi, malvestiti ma pieni di vita. Bellissimi.
I luoghi
visitati durante i 65 giorni di viaggio e che mi hanno colpito sono tantissimi.
Le città europee
Budapest, Lubjana, Cracovia, Kiev, Graz. Belle, piene di storia, vive. Le abbiamo viste in fretta ma ci hanno lasciato immagini bellissime.
Le città uzbeke sulla via della seta
Khiva, Bukhara e Samarcanda. Bellissime, affascinanti, con tanta storia tra le loro madrase. Piacevole scoperta dove ritornare.
Il Pamir
Percorrendo la Pamir Highway e la Wakhan Valley abbiamo scoperto una sorprendente regione con fiumi impetuosi, montagne innevate di 7000 m e passi oltre i 4000 m. Piccoli villaggi dove la vita è dura ma dove non manca il sorriso. Sicuramente i panorami più belli del viaggio.
Le steppe mongole
Sterminate, senza barriere, con milioni di animali al pascolo e un popolo libero che le cura. Un verde intenso ovunque, vita semplice ma non facile. Fino a quando? Il progresso incalza.
La Siberia Una sola parola: immensa. Migliaia di chilometri di foreste e laghi. Mai noiosa ma un po’ misteriosa. Grandiosi i fiumi che la attraversano sulle cui rive ci sono grandi città piene di vita e di donne bellissime.
La steppa kazaka
Può essere monotona, ma mi colpisce il cielo che la sovrasta. È facile immaginare le orde del Gengis Khan che l’attraversano a cavallo.
Auschwitz La memoria. È un luogo molto triste. Lo si visita quasi in silenzio. Non si può dimenticare.
Ci sono anche alcuni aspetti del viaggio che non ci sono piaciuti.
I passaggi di frontiera Abbiamo attraversato 18 frontiere, di cui 13 con controlli doganali. Alcuni di questi lunghi, fino a 5 ore, meticolosi, con documenti incomprensibili da compilare e funzionari scortesi. Ci sono voluti molta pazienza e autocontrollo per passare indenni. Arrivare in un’Europa senza frontiere è stata una liberazione. Speriamo rimanga così.
La polizia kazaka
In agguato con i più sofisticati mezzi per spillare soldi ai motociclisti e automobilisti. Ci hanno beccato tre volte. Incontri non piacevoli. Ma i kazaki che conosciamo sono diversi. Le strade in Asia centrale sono molto dissestate e con numerose buche che hanno messo a dura prova i nostri pneumatici. Molte forature, per fortuna ci sono gommisti ovunque. Parola Magica: шиномонтаж
I Mongoli Hanno un atteggiamento un po’ invadente che non ci è piaciuto. Sorridevano anche poco. Forse è così il loro carattere.
Le toilette on the road Usciti dall’Europa, le condizioni igieniche dei bagni lungo la strada sono quasi ovunque pessime. In genere solo un buco scavato nella terra in fatiscenti costruzioni di legno. In Mongolia sono così anche quelle di alcuni alberghi o Ger camp. Ci vuole un grande spirito di adattamento e un ottimo stomaco per affrontarle.
Le zanzare siberiane
A milioni, ovunque pronte a mangiarti. Stare coperti e grande uso di Autan.

Servizio a cura di Giacomo Tognoli

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