Eravamo nel Roero con la nuova SUZUKI VITARA HYBRID 4X4, ma poi incontrando una SUZUKI V-STROM……

…..abbiamo incrociato Fantaroby supporter media della Transitalia Marathon appena di rientro dall’avventura svolta in sella alla V-Strom versione XT, così ci ha raccontato il suo vissuto e dopo accompagnato in offroad in questi incredibili luoghi, tra vigneti noccioleti e filari di pere.
 

Lui è anche un vero pilota delle due ruote, è campione italiano trofeo scrambler 2019, riconosciuto per la sua guida fluida pulita ma efficace! Vedremo nel 2020 se salirà di nuovo sul gradino più alto del podio.

La Transitalia Marathon è un evento internazionale itinerante in fuoristrada dove la componente dominante è la grande atmosfera dei Rally anni 80-90. Attira appassionati da tutto il Mondo ed è diventato l’appuntamento in cui rincontrarsi, il pilota professionista con l’amatore amante dei grandi viaggi avventura. La possibilità di navigare con Roadbook cartaceo professionale le lunghe tappe di 300 km rende all’evento una personalità d’altri tempi. La grande macchina di lavoro del Transitalia Marathon schiera circa 80 persone di staff capaci di soddisfare uno standard qualitativo altissimo, in termini di assistenza sanitaria, logistica e tecnica. Dopo la sesta edizione la filosofia del Transitalia Marathon va oltre al viaggio che permette comunque di interagire con località minori bellissime; il brand è sentito dagli appassionati di tutta Europa che preparano la moto un anno prima, arrivando al giorno della partenza con abbigliamento brandizzato ad hoc per assistere alla cerimonia di apertura evento all’interno del Village il giorno pre partenza, Village che rappresenta una piccola fiera del mondo adventouring. Transitalia Marathon ha le radici in un sogno di Mirco Urbinati nel volere creare una manifestazione d’altri tempi, un sogno che si concretizza ogni anno sempre di più!!!


Mirco Urbinati  il cuore pulsante della Transitalia Marathon ci racconta……

/“Al prossimo Transitalia Marathon parteciperemo insieme!” Questa è la promessa che ci eravamo fatti io e Sergio Santoni. Saremo andati insieme a quella manifestazione che lui aveva fatto tante volte e io mai perché ero troppo giovane e perché avevo iniziato solo da un paio di anni la mia esperienza in moto. Saremo andati insieme, si, se qualcuno avesse mai riorganizzato il Transitalia Marathon.
L’ultima edizione fu nel 1994!!!
Così tra un moto rally, una gara di enduro e un’uscita in moto tra amici negli anni ho ripercorso quel mito tappa dopo tappa sulle orme di un evento che ormai non c’era più. Grazie a questa operazione di scouting ho scoperto paesi stupendi, borghi nascosti, scorsi e paesaggi mozzafiato e anno dopo anno me ne sono innamorato. E la voglia di essere anche io uno dei partenti del Transitalia Marathon è cresciuta di giorno in giorno, di anno in anno.
Ma la promessa è sempre rimasta in piedi.

Poi Sergio si è ammalato.
Forse è proprio lì che è scattato qualcosa. Forse l’urgenza di mantenerla prima che fosse troppo tardi. E così, grazie al sostegno delle persone al mio fianco, di chi ha sempre creduto in me e ha visto potenzialità che io non vedevo, ho iniziato a pensare che, dato che nessuno lo riorganizzava, l’avrei potuto fare io. Così il lavoro di scouting portato avanti per anni si è intensificato, il percorso è stato da me personalmente tracciato, visto e ricontrollato mille volte. Poi è iniziato il lavoro burocratico e amministrativo. Abbiamo ottenuto i patrocini e i permessi per passare in ben due parchi nazionali, solitamente off limits agli eventi su due ruote in off road. Ci hanno addirittura concesso di passare attraverso la meravigliosa città di Norcia riservandoci un’accoglienza degna di un capo di stato. E che dire di Leonessa. I ragazzi del moto club locale ci hanno commosso per la loro ospitalità e il loro entusiasmo. Ci hanno accolto con banda, forze dell’ordine schierate, fuochi d’artificio e majorette! Infine Campo Imperatore, il traguardo tutto nostro raggiunto dai partenti come le lacrime agli occhi per l’emozione.
È stato un lavoro lungo, incessante, con scogli da superare, non lo nego, combattendo a volte contro l’indifferenza di alcuni e l’invidia di altri.
Ma vedere quegli occhi rossi di sconosciuti che dopo 3 giorni sono diventati amici, e leggere ancora oggi i messaggi carichi di empatia che mi mandano, mi ha regalato un’emozione incommensurabile.

Il tempo spesso è tiranno e Sergio non è potuto salire sulla sua moto e partire con noi. Ma era comunque con noi, nei nostri cuori, sulla gigantografia esposta sul palco, nelle targhe date al gruppo più numeroso, a Bruno Birbes e a Roberto Boano, nell’accoglienza che i suoi famigliari hanno dedicato ai partecipanti davanti a casa sua. In qualche modo, o meglio, a modo mio, la promessa l’ho mantenuta.
Ora per rendergli onore davvero, il seguito della promessa è quello di portare avanti questo progetto negli anni. Perché le emozioni vissute in questi tre giorni, da me in primis, dai miei preziosi collaboratori e infine dai partecipanti possano toccare sempre più persone appassionate dell’off road e delle due ruote.

Perché oggi come oggi cosa c’è di più bello del regalare emozioni?

Difficile non venire stregati da queste parole di Mirco Urbinati, l’emozioni che si vivono in un’esperienza come questa è impossibile raccontarle e ancor più essere comprese da chi non vive epidermicamente queste avventure.

E’ un po’ come voler far capire cosa significhi il mal d’Africa a chi non hai mai calpestato il deserto del SAHARA, “Essere sulla duna più alta in compagnia della sola ombra della moto, in un silenzio totale con solo i granelli di sabbia che si rincorrono accarezzati dal vento e lo sguardo perso all’infinito” non si può descrivere!

In questa avventura molti i Dakariani presenti anche loro seppur abituati ad altri ambienti amano lo spirito, l’aria, l’essenza di questo viaggio e poi ritrovano gli amici di sempre, tra i presenti come non citare Bruno Birbes, Roberto Boano e Aldo Winkler che quest’anno ha debuttato con il figlio Andrea, forse anche lui diventerà un Dakariano, ma sicuramente anche lui si sta dedicando all’imprenditoria firmata due ruote, troppa la passione per le moto e non si può frenare! 

Con ALPA distribution si è coronato il suo sogno e dei suoi amici Paolo e fratelli Pellegrini Luca Angelo: lavorare nel mondo delle due ruote, molti i brand rappresentati a cui è stato aggiunto proprio in questi giorni anche il prestigioso e blasonato brand SHUBERTH, il casco modulare d’eccellenza.

Ora ripartiamo con il nostro amico Fantaroby e la sua V-STROM 1000 versione XT di cui è super entusiasta e soddisfatto, è equipaggiata di cerchi tubeless a raggi quindi più inclini all’offroad, il motore bicilindrico a V 90° è super affidabile e sempre pronto ad ogni regime ed esprime al meglio i 107 CV, i 20 litri d’autonomia soprattutto in questi viaggi adventure tornano sempre utili. 
La moto è tornata perfetta, nessuna caduta e rottura, il paramotore e carena del kit pro-SUZUKI hanno svolto a dovere il compito e la preparazione dal Conc. SUZUKI Torino Moto nelle sapienti mani di Beppe Romaniello, non ha tradito le aspettative.

Seguiamo la V-Strom con la nostra Vitara che certo non ha cambiato negli anni il suo DNA fin dalla prima versione nel lontano 1988, la filosofia SUZUKI 4×4 è sempre stata quella, ora ci sono tutti i sistemi ADAS -Advanced Driver Assistance Systems che assicurano il massimo della sicurezza in ogni condizione e non solo per chi è alla guida, ma anche per chi sta fuori dall’abitacolo! Ma la filosofia 4X4 è quella, muoversi in libertà!

Il dispositivo attento frena è composto da telecamera monoculare e laser in grado di riconoscere auto e pedoni, in caso di presenza avvisa il guidatore con segnale acustico e luminoso poi frena il mezzo automaticamente, lo stesso dispositivo rileva la corretta line di carreggiata e prima avvisa e poi nel caso interviene.

Presente anche il monitoraggio da eventuali colpi di sonno, che sulle lunghe percorrenze può rivelarsi fondamentale come anche il cruise control adattivo che è davvero importante soprattutto ora che si va verso l’inverno con nebbie e ore di luce più corte.

Tutti sistemi che aiutano e supportano la guida che per SUZUKI sono di serie, perché la casa di Hamamatsu la sicurezza non può essere un optional!!!

Noi amanti del tassello amiamo questi mezzi perché alla fine quando scendiamo dalla nostra moto vogliamo condividere questi luoghi con la nostra famiglia e amici.
Il sistema trazione ALLGRIP 4X4 di Suzuki anche su queste ripide salite se la cava bene e poi grazie al sistema HYBRID che interviene in aiuto al 1400 turbo benzina 130 CV euro 6D la spinta è notevole, le dimensioni compatte aiutano a districarsi bene nei passaggi stretti sia in offroad che nei centri storici ricordiamo la lunghezza di 4.170 mm, larghezza 1.775 mm e altezza 1.595 mm,  poi non dimentichiamo i consumi che in versione HYBRID scendono dal 20 al 25% , quindi con i 47L del serbatoio si superano tranquillamente i 500 km di autonomia.

Con la nostra SUZUKI abbiamo attraversato il Comune di Guarene passando nella fraz. Casternotto luogo di riferimento per le pere della Madernassa tutto in offroad, poi siamo arrivati alla chiesetta di Santo Stefano dove si incrociano tre strade sterrate, noi siamo risaliti fino al Castello di Guarene e dal poggiolo giunti in un esclusivo punto d’osservazione che spazia dai Roeri alle Langhe.

Siamo poi scesi a Castagnito e recati sempre in off al ciabot di Del Tetto sempre in offroad e abbiamo raggiunto il ristorante Belavista a Madonna dei Cavalli Castellinaldo (CN) 0173-98146 della Sig.ra Serena che ha cucinato prelibatezze piemontesi! Il nome del ristorante non tradisce le aspettative la vista è davvero impagabile!

Una giornata in questi luoghi possono davvero risvegliare antichi sapori ma soprattutto valori che spesso dimentichiamo: il lavoro della terra, gli incredibili paesaggi, le persone che vivono e popolano queste zone e trasformano con il calore del sole e l’acqua in tesori che arricchiscono il nostro paese.

Recarsi in punta di piedi con un mezzo così silenzioso come la SUZUKI HYBRID è quasi come volerli maggiormente rispettare e in qualche modo amalgamarsi all’ambiente, il colore rosso Marrakech con tettuccio nero apribile sembra come un papavero rosso tra le margherite quasi un dipinto in plein air di Monet.

Ora non rimane anche a voi rimettervi in viaggio, SUV o CROSSOVER nascono non solo per scavalcare i gradini dei marciapiedi, ma aprire nuovi orizzonti per vivere emozioni che mai avremmo sognato!

Buon viaggio!

Fabrizio Gillone

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