Test Zontes 368G (1.000 km): Può davvero uno scooter crossover conquistare un motociclista puro?

Per chi come me è cresciuto a pane, frizione e serbatoio da stringere tra le cosce, il mondo degli scooter è spesso rimasto relegato a una dimensione puramente utilitaria: comodi per il tragitto casa-ufficio, indispensabili nel traffico metropolitano, ma raramente capaci di far battere il cuore su un passo di montagna o su un percorso sconnesso. Dopo anni passati a divorare chilometri tra asfalto e fuoristrada a bordo di moto tradizionali, ammetto di aver sempre guardato al segmento delle due ruote “monomarcia” con una sana dose di distacco.

Poi è arrivato lo Zontes 368G.

Non un semplice scooter, ma un crossover ADV che si presenta ai blocchi di partenza con numeri e dotazioni che fanno girare la testa: un monocilindrico da ben 38,8 CV e 40 Nm di coppia, cerchi a raggi tubeless (con un anteriore da 17 pollici), luce da terra da 180 mm e un pacchetto tecnologico e di accessori di serie che farebbe impallidire molte maxi-enduro dal prezzo triplo. Il tutto ad un listino estremamente competitivo.

La domanda a cui ho voluto rispondere non è semplicemente “come va questo scooter?”, ma piuttosto: può un mezzo di questo tipo convincere un motociclista d’estrazione pura?

Per scoprirlo, ho abbandonato la città e ho messo alla prova lo Zontes 368G lungo 1.000 chilometri intensi, alternando trasferimenti autostradali, pieghe su strade extraurbane e brevi ma probanti sessioni di leggero off-road su strade bianche. Ecco come sono andati i fatti.

Alla guida su strada: Dinamica di guida, motore e la prova del “serbatoio fantasma”

Il primo approccio su strada dopo anni di moto richiede un riassestamento mentale immediato. Avvicinandomi alla prima rotonda, il cervello cerca istintivamente la leva della frizione a sinistra e il pedale del freno a destra; trovare invece le due leve al manubrio in stile bicicletta fa sorridere, ma ci si abitua in pochi chilometri.

Il Motore: 38,8 CV che si fanno sentire

Il cuore dello Zontes 368G è un monocilindrico da 368 cc capace di erogare 38,8 CV e 40 Nm di coppia. Numeri di vertice per la categoria che si traducono in una spinta decisamente vigorosa.

  • In città e nell’extraurbano: Lo scatto al semaforo è fulmineo. Il variatore è tarato per mantenere il motore subito nel range di coppia ottimale. Non c’è “effetto elastico” o ritardo evidente nell’apertura del gas: la risposta del Ride-by-Wire è pronta e pulita.
  • Mappe motore (Eco e Sport): La mappa Eco ammorbidisce leggermente l’erogazione per contenere i consumi nel traffico. La Sport è decisamente più divertente.
  • In Autostrada: Lo Zontes viaggia a 120-130 km/h di crociera con un filo di gas e con un riserva di potenza ancora disponibile per i sorpassi. Le vibrazioni sulle pedane e sul manubrio sono minimizzate e ben smorzate dagli silent-block.

In curva: Il “serbatoio fantasma” e la dinamica delle masse

Per un motociclista, la sfida maggiore è adattare lo stile di guida all’assenza del serbatoio tra le ginocchia. Non potendo “stringere” la moto con le gambe per impostare la traiettoria, la tecnica cambia:

  • Inserimento in curva: Bisogna lavorare di più con le braccia sul largo manubrio e con il trasferimento di carico sui piedi.
  • Rigidità e stabilità: L’accoppiata tra la ruota anteriore da 17 pollici e la forcella a steli rovesciati regala un avantreno solido e comunicativo. Lo scooter non “galleggia” e mantiene la linea impostata anche a pieghe accentuate.
  • La risposta dei Freni: La pinza ad attacco radiale all’anteriore offre un morso potente ma modulabile. Non avendo la possibilità di scalare le marce, ci si affida esclusivamente ai freni. Talvolta è necessario guidare con i piedi puntati in avanti, onde evitare che la potenza della frenata faccia scivolare troppo in avanti il corpo.

Comfort e protezione aerodinamica

Il parabrezza regolabile manualmente offre gran riparo dall’aria sul casco e sul busto. È eccellente anche nei lunghi trasferimenti ad alta velocità, riducendo a zero l’affaticamento del collo.

Pregi e difetti 

Dopo 1.000 km percorsi nelle condizioni più disparate — dalle accelerate nel traffico mattutino alle polverose strade bianche di campagna — la convivenza con lo Zontes 368G lascia indicazioni molto chiare. Il bilancio tra punti di forza e aspetti perfettibili traccia l’identikit di un mezzo versatile e sorprendente, seppur con qualche inevitabile compromesso concettuale.

Cosa mi è piaciuto (Pro)

  • Dotazione di serie fuori dal comune: È difficile trovare sul mercato un mezzo che offra così tanto di serie senza ricorrere all’elenco degli optional. Dalle manopole riscaldate alla sella termica, passando per i blocchetti retroilluminati, il parabrezza regolabile elettricamente, i faretti fendinebbia LED e persino le dashcam anteriore e posteriore integrate gestibili da remoto.
  • Motore brillante e corposo: I 38,8 CV del blocco da 368 cc non sono solo numeri sulla carta. L’erogazione è pronta, brillante nello scatto da fermo e consente sorpassi agevoli anche a velocità autostradali, con un allungo costante che fa dimenticare la stazza del mezzo.
  • Autonomia da vera viaggiatrice: Il serbatoio da 17,5 litri è un vero punto di svolta. Garantisce un’autonomia reale che supera agevolmente i 400 km con un pieno, eliminando l’ansia da rifornimento tipica degli scooter tradizionali durante i viaggi a lungo raggio.
  • Sospensioni e cerchi da crossover reale: La combinazione dei cerchi a raggi tubeless (soprattutto il 17” anteriore) e l’escursione delle sospensioni permette di digerire buche, pavè urbano e asperità del fondo sterrato con un isolamento dal terreno davvero notevole.

Cosa migliorerei (Contro)

  • Masse non sospese al posteriore: L’architettura tipica dello scooter, che vede blocco motore e trasmissione posizionati sul forcellone posteriore, mostra i suoi limiti fisiologici quando si alza il ritmo sul fondo sconnesso. Nello sterrato più veloce o sulle buche in sequenza, il posteriore risulta inevitabilmente più rigido e reattivo rispetto ad una moto dotata di monoammortizzatore centrale e forcellone tradizionale.
  • Ergonomia nella guida in piedi: Sebbene le pedane siano ampie e permettano diverse posizioni dei piedi su strada, la triangolazione con il manubrio durante la guida in piedi fuori dall’asfalto risulta leggermente avanzata e meno naturale per chi è abituato alla postura eretta da enduro.
  • Gestione dei comandi al manubrio: La ricchezza tecnologica ha un rovescio della medaglia. Il numero elevato di pulsanti sui blocchetti elettrici e la struttura dei menu sul display TFT da 8 pollici richiedono qualche giorno di apprendimento per essere azionati al volo senza distogliere lo sguardo dalla strada.

Fuoristrada leggero: Come se la cava lo Zontes 368G sulle strade bianche?

Il suffisso “G” e l’estetica Adventure promettono capacità tuttoterreno. Chiarito subito che non stiamo parlando di una moto da enduro specialistica, l’esplorazione di strade bianche, viottoli di campagna e sterrati compatti è perfettamente alla sua portata.

Assorbimento e luce da terra

Con 180 mm di luce dal suolo e cerchi a raggi tubeless, lo Zontes non teme buche, pietre smosse o avvallamenti.

  • La forcella anteriore incassa bene le asperità senza andare a pacco sulle sconnessioni medie.
  • Il posteriore, per via della massa del blocco motore/variatore montato direttamente sul forcellone, risulta più secco sulle buche a spigolo vivo, ma garantisce comunque un ottimo livello di trazione sui fondi a scarsa aderenza.

La posizione di guida Off-Road (in piedi vs seduto)

  • Da seduto: Sulle strade bianche scorrevoli si guida rilassati e in totale sicurezza. Il baricentro basso infonde grande fiducia, consentendo di gestire eventuali perdite di aderenza con estrema facilità mettondo i piedi a terra in un attimo (grazie alla sella a 795 mm).
  • In piedi: Quando il fondo si fa più sconnesso e occorre alzarsi sulle pedane, emergono i limiti geometrici di tutti gli scooter ADV. Le pedane arretrate permettono di alzarsi, ma ti trovi costretto a guidare con le gambe molto divaricate per via delle dimensioni del retrotreno. È una posizione fattibile per tratti brevi o di disimpegno, ma meno naturale rispetto a quella di un’enduro stradale.

Gestione dell’elettronica in fuoristrada

L’elettronica gioca un ruolo fondamentale quando l’asfalto finisce:

  • Traction Control (TCS): Su fondo sterrato e ghiaino, il TCS interviene in modo puntuale tagliando la potenza non appena la ruota posteriore perde aderenza. Per chi vuole divertirsi a far scivolare il posteriore in uscita di curva o per affrontare salite con pietrisco smosso, è consigliabile disattivarlo tramite il menu del display.
  • ABS: Il sistema antibloccaggio funziona bene, e la possibilità di disinserirlo al posteriore permette di bloccare la ruota dietro per “orientare” lo scooter all’ingresso delle curve più strette su terra, una chicca molto apprezzata da chi viene dal fuoristrada.

Il Verdetto: Può convincere un motociclista?

In sintesi: Lo Zontes 368G non sostituisce una moto specialistica da enduro o da pista, ma abbatte la frontiera dello “scooter noioso”. È una soluzione totale per chi desidera la massima praticità quotidiana e la protezione di uno scooter senza rinunciare al gusto delle gite fuori porta, al turismo a largo raggio e al divertimento dell’esplorazione su strade sterrate.

Per un motociclista “puro”, superato lo scoglio psicologico dell’assenza della leva della frizione e del serbatoio centrale, lo Zontes 368G si rivela un eccellente compagno di viaggio e di vita quotidiana. Rappresenta la scelta ideale sia come mezzo unico per chi vuole praticità da commuter e anima adventure, sia come “seconda moto” intelligente da affiancare a un mezzo più specialistico.

Scheda tecnica Zontes 368G

CategoriaDettaglio tecnicoValore / Specifica
Motore & PrestazioniTipo motoreMonocilindrico 4T, DOHC, raffreddato a liquido (doppio raffreddamento acqua/olio)
Cilindrata368 cc
Potenza massima38,7 CV (28,5 kW) @ 7.500 giri/min
Coppia massima40 Nm @ 6.000 giri/min
AlimentazioneIniezione elettronica Bosch, acceleratore Ride-by-Wire
OmologazioneEuro 5+
Consumo & Autonomia3,5 l/100 km (~400 km di autonomia teorica)
Ciclistica & FreniSospensione anterioreForcella a steli rovesciati Ø 41 mm (regolabile)
Sospensione posterioreDoppio ammortizzatore
Freno anterioreDisco Ø 300 mm con pinza radiale J.Juan a 4 pistoncini
Freno posterioreDisco singolo con freno di stazionamento integrato
Sistemi di sicurezzaABS a doppio canale (disattivabile al post.) + TCS (disattivabile)
CerchiA raggi tangenziali tubeless (Anteriore 17” | Posteriore 14”)
PneumaticiAnteriore: 110/70-17 | Posteriore: 150/70-14
Dimensioni & PesoDimensioni (L x L x A)2.230 x 925 x 1.470 mm
Interasse1.560 mm
Altezza sella795 mm
Altezza da terra180 mm
Peso in ordine di marcia197 – 203 kg
Serbatoio17,5 Litri
Vano sottosella52 Litri (spazio per 2 caschi integrali)
Elettronica & EquipaggiamentoStrumentazioneDisplay TFT IPS a colori da 8” con mirroring navigazione e TPMS
Dashcam integrataTelecamere HD Anteriore e Posteriore (1080p, sensore Sony)
Comfort & ComandiManopole e sella riscaldate di serie, parabrezza regolabile, Keyless 3.0
Illuminazione & AccessoriFull LED con fendinebbia, barre di protezione, paramotore in alluminio, USB (A+C)

Testo: Pietro Bartolomei

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

condividilo con i tuoi amici

Articoli correlati

Test Zontes 368G (1.000 km): Può davvero uno scooter crossover conquistare un motociclista puro?

Per chi come me è cresciuto a pane, frizione e serbatoio da stringere tra le cosce, il mondo degli scooter è spesso rimasto relegato a una dimensione puramente utilitaria: comodi per il tragitto casa-ufficio, indispensabili nel traffico metropolitano, ma raramente capaci di far battere il cuore su un passo di montagna o su un percorso sconnesso. Dopo anni passati a divorare chilometri tra asfalto e fuoristrada a bordo di moto tradizionali, ammetto di aver sempre guardato al segmento delle due ruote “monomarcia” con una sana dose di distacco.

Poi è arrivato lo Zontes 368G.

Leggi di più >

18ª edizione della Sanremo-Sestriere, il viaggio adventouring che vorresti non finisse mai!

La 18ª edizione della Sanremo-Sestriere si conferma l’evento adventouring di riferimento in Europa. Oltre 500 motociclisti provenienti da tutto il continente si sono dati appuntamento per percorrere itinerari mozzafiato a oltre 2.000 metri di altitudine, dal Mar Ligure alle Alpi piemontesi. Un quadro di emozioni dove il cielo incontra le montagne e la passione per le due ruote unisce neofiti e professionisti.

Leggi di più >