Tolentino (MC), 21-22 Marzo 2026, va in scena la quinta edizione del Tolentino Trophy ! Con cadenza biennale, il Moto Club Storico Tolentino porta fuoristrada gente da tutta Italia (e non solo) sulle colline dell’alto maceratese. Alla scoperta di paesaggi, passaggi e sapori culinari tipici marchigiani.
Stavolta gioco in casa, il tutto si svolge davvero a due passi da me che abito a 15 chilometri dal paddock, ma che, nonostante questo, trovo sempre qualche angolo nuovo da esplorare in questo territorio, quel posto dove sei passato sempre vicino ma non hai mai visto…
Bisonti o lupi?
Due i percorsi disponibili tra cui scegliere: c’è quello “adventure”, dedicato alle maxi enduro, i cosiddetti bisonti, che si svolge su strade secondarie e principalmente bianche, destinato a chi vuole godere di scorci meravigliosi su tracciati facili e scorrevoli; c’è poi quello “expert”, invece, dedicato principalmente ai monocilindrici, o lupi (o a qualche bicilindrico particolarmente desideroso di enduro vero), che si snoda su sentieri impervi, single track, guadi, mulattiere…
La scelta delle tracce
Per quanto riguarda la navigazione, i percorsi si possono seguire in diversi modi: con traccia gpx, roadbook elettronico o roadbook cartaceo per chi vuole vivere a pieno l’avventura in stile motorally. Particolarità da segnalare, riguardo al roadbook cartaceo, che è stato accuratamente disegnato a mano, ma è destinato solo alle tracce dei lupi.
Per cercare di raccontarvi al meglio questo evento, ho partecipato a entrambe le tracce, percorrendo il sabato adventure e la domenica expert, ovviamente con due moto diverse.
Il paddock è a Tolentino ed già attivo dal venerdì pomeriggio per accogliere tutti coloro vengono da lontano, offrendo nel tardo pomeriggio un aperitivo tipico a base di Vernaccia e ciausculo (tipico salume marchigiano) presso la Quacquarini dolciaria di Serrapetrona.






Arrivo il sabato mattina presto, un’ora abbondante prima della partenza. Non voglio perdere i preparativi: i motociclisti che arrivano, si preparano, scaricano le moto dai furgoni, si cambiano, si conoscono. Chi non l’ha già fatto il venerdì pomeriggio, passa in segreteria ad accreditarsi e ricevere la borsa coi gadget dell’evento, dove troveranno, tra le altre cose, un utilissimo viste le temperature da affrontare, scalda collo smotard personalizzato del Moto Club Tolentino.
Il meteo non è dei migliori, purtroppo durante la settimana è caduta molta pioggia e addirittura neve nelle zone più alte dei percorsi, il che ha costretto l’organizzazione a modificare all’ultimo le tracce, sia per infattibilità sia per l’incolumità dei 160 partenti. Fortunatamente comunque oggi non piove, il cielo è nuvoloso e la temperatura non è sicuramente primaverile come il calendario racconta, ma la voglia di sterrare è troppo alta per tirarsi indietro !








Ad accoglierci anche le istituzioni
Dopo il discorso del vicesindaco e il briefing di Roberto, dal palco iniziano ad uno ad uno a partire tutti i partecipanti in sella ai loro cavalli tassellati.
Primo evento per me con la mia nuova GS 1300 Trophy, mi imbuco tra le moto in fila e transito sotto l’arco di partenza. Mirko, speaker dell’evento, mi chiede, come a tutti, nome e provenienza…si parte ! Carico i 234 km della traccia adventure sul mio vecchio ma fedele Garmin 276cx e si inizia a scorrere per le “mie” colline… La temperatura è abbastanza rigida, mai supereremo i 10 gradi durante della giornata, e devo dire che le manopole riscaldate danno quel leggero tepore che non guasta affatto. Soprattutto su un percorso scorrevole come quello che ho scelto per la giornata del sabato.
Neanche il tempo di partire, uscire dal centro abitato, che già ci troviamo su una lingua di strada sterrata che sovrasta due vallate con sullo sfondo i monti Sibillini innevati. Uno scrocio che approfitto subito di fotografare, riprendendo anche qualche moto che sopraggiunge. Mi fermerei ancora un pò ma siamo appena partiti, ci aspettano ancora 200 km di viste quindi mi rimetto presto in sella e proseguo.






Strade scorrevoli fino al ristoro
Sotto le ruote si alternano strade secondarie e strade bianche sempre scorrevoli, proprio come promesso nella descrizione dell’evento, fino a raggiungere il primo ristoro offerto dal Moto Club. Un pò la sveglia presto, un pò le temperature, tutti si fermano per un caffè e un dolcetto ma soprattutto due chiacchiere. Un gentilissimo staff offre ogni bontà ai motociclisti che rifocillati e carichi ripartono alla scoperta dei successivi chilometri.
Purtroppo, più avanti siamo costretti ad affrontare una deviazione di asfalto per evitare la traccia originaria che passava troppo in alto per la neve caduta il mercoledì, ma quei chilometri sono stati comunque incantevoli. Una serie di curve tra le montagne ci porta a costeggiare il meraviglioso lago di Fiastra. Scorrono i chilometri sul navigatore, scorrono le strade. Ci sono punti in cui le tracce si incontrano, quella adventure e quella expert intendo, ne approfitto per fare qualche foto anche ai lupi che incontro. I luoghi dei ristori e del pranzo sono comuni, quindi i due percorsi si affiancano variando però la difficoltà in base a ciò che si è scelto di fare.








Poi iniziamo a salire di quota, siamo a pochi chilometri dal pranzo, e li incontriamo una bella quanto scivolosa sorpresa : LA NEVE!
Inutile dire quanto affascinante sia trovarsi in quota, su una strada deserta, coperta quasi interamente di neve, con il bianco tutto intorno. Non posso esimermi dal fermarmi e fare qualche foto. Proseguo con cautela, ho su le TCK 70 sul GS, gomme non proprio tassellate e montate sulla moto che non è la più smilza del mondo, ma con sorpresa proseguo senza difficoltà, fino al raggiungimento del luogo del pranzo: Colfiorito.
Si arriva da “Nonna Balè”, merenderia con prodotti tipici locali, che ci offre, man mano che arriviamo scaglionati, un pranzo caldo e un pò di tepore. La giornata è abbastanza fredda, soprattutto dopo il passaggio innevato in quota, un pò di aria calda ce la gustiamo volentieri! Prodotti tipici dicevamo, neanche il tempo di sedermi che già trovo di fronte a me un bel piatto di gnocchi con l’anatra, squisiti, li divoro, salto il secondo per non perdere troppo tempo, caffè e riparto!!
La traccia post pranzo è davvero soft, stradoni bianchi infiniti, stavolta sono in compagnia di un altro GS, un 1250 dello staff, con cui condivido una cinquantina di chilometri di percorso. Superiamo il celeberrimo passo del Cornello e ci rituffiamo in fuoristrada ancora una volta. Non si finisce mai, per fortuna !!!
Dalle parti di Laverino, in una delle frazioncine in mezzo al nulla, Paolo canna un incrocio e si ritrova incastrato tra due case col suo boxerone. Lo giriamo facendo perno sul cavalletto data l’impossibilità di manovra, vi ho detto tutto!!! Due risate, un piccolo sforzo, ripartiamo direzione paddock, mancano circa 40 km al termine. Lungo strada ci separiamo, io approfitto di un altro bellissimo scorcio per qualche foto e video mentre lui prosegue dritto alla meta. Mi voglio gustare questa giornata più che posso aspettando passare qualche partecipante, vedere le facce sotto ai caschi dice tanto, tutto direi.







Finalmente il paddock
Rientro al paddock verso le 16:30, infreddolito ma estremamente felice di ciò che ho vissuto e visto nel corso della giornata! Quella che la mattina era la segreteria si trasforma in un cocktail bar che offre un aperitivo a tutti i centauri che man mano rientrano al paddock. Il clima è estremamente rilassato, si chiacchiera, si commenta quello scorcio piuttosto che quella salita o quel passaggio, l’unica cosa che accomuna tutti è l’espressione felice di chi ha percorso questo sabato al TT 2026.
Data la vicinanza, me ne torno a casa a lavare la moto e preparare l’altra per l’indomani. Visto che sarà decisamente più impegnativo.



Secondo giorno, percorso EXPERT e KTM 990
Per la domenica ho deciso di prendere il mio KTM 990 Adventure e percorrere la traccia expert, quella destinata ai monocilindrici, i lupi per capirci.
Il percorso è più breve per entrambe le tracce così da terminare per il pranzo e permettere a chi è venuto da lontano di rientrare a casa. Quello che farò io sono circa 120 km, ma non saranno affatto scorrevoli come ieri.
Di diverso dal sabato, fortunatamente, c’è un bel sole che già dalle prime ore scalda gli animi e anche un pò l’aria!! Inutile sottolineare che col bel tempo è tutto più bello, i colori delle moto risaltano di più, i panorami saranno ancora più brillanti, non vediamo l’ora di partire!
Dopo le raccomandazioni di Roberto al briefing, uno ad uno si riparte per questo secondo giorno. Percorro l’intera traccia in compagnia di Nicola di Piero, in arte Nico Traverso, ospite dell’evento con la sua Kove 800 preparata proprio dalla concessionaria Marinsalda Moto di Roberto per il motorally 2026.
Siamo in pochi coi bicilindrici nella traccia expert, ma qualche altro temerario c’è! La prima parte è abbastanza scorrevole, l’organizzazione è costretta a variare il punto del ristoro a causa dell’eccessivo fango presente nel luogo inizialmente designato. Ma sono impeccabili con lo staff a indicare la variazione lungo la strada. Soprattutto per chi segue la traccia tramite il roadbook cartaceo. Guidano tutti alla deviazione per rifocillarsi. Il sole ancora ci accompagna ma non basta a risolvere giorni e giorni di pioggia. Appoggio anche la moto a terra. Fortunatamente senza conseguenze. Su una ripida discesa d’erba resa ancora più viscida dal passaggio dei primi lupi. Ci sta, fa parte del gioco. Rialzo il mio LC8 e riparto.







I temuti guadi
Dopo circa 40 chilometri di traccia, ci infiliamo in una serie infinita di guadi, ne avremo fatti 6 o 7. Non finivano mai. L’acqua era abbastanza alta in alcuni punti, ma lo staff aveva pensato a tutto. “Il Branco”, team di fuoristrada 4×4 di Sarnano, era li, coi suoi mezzi attrezzati, su ogni passaggio, ad aiutare o recuperare chiunque si potesse trovare in difficoltà. A dimostrare che quando la passione per l’off-road ci accomuna non conta il numero di ruote che si guidano, ci si da una mano.
Approfitto per ringraziarli a nome mio e di tutti i lupi che son passati di li. A volte basta solo vedere qualcuno pronto ad aiutarti in un punto critico per fartelo superare più agevolmente, con la tranquillità di non poter avere problemi gravi. Si entra ed esce dall’acqua finché non sbaglio una deviazione e resto nel fiume. Dove non sarei dovuto ovviamente rimanere. Quando vedo che l’acqua fa scomparire la ruota posteriore mi fermo, mi giro. Nico era dietro di me: “mi sa che la traccia non è questa”. Si mette a ridere. Con l’acqua alla coscia faccio manovra, fortunatamente il fiume era largo. Mi rimetto in traccia, usciamo da li, e continuiamo l’avventura. Il tratto è spettacolare, quando non si guada si fanno single track nel bosco. Meraviglioso!!
Terminato questo segmento, un altro ristoro ci attende, strategicamente vicino al benzinaio, hanno pensato veramente a tutto quelli del Moto Club Tolentino. Complimenti!
Approfitto per un dolcetto e un caffè, immortalo gli addetti alla “ristorazione” del TT. Faccio due parole con Roberto che ci segue passo passo per tutto il percorso con la sua Jeep. Riparto, il cielo torna ad essere nuvoloso ma non cadrà una sola goccia d’acqua fino al pranzo. Una precisione chirurgica!



Tutti al crossodromo internazionale
Riprendo la traccia, siamo vicino Sarnano, il punto di ritorno oggi non è di nuovo Tolentino ma San Severino Marche, dove faremo pranzo in una location di rilevanza fuoristradistica internazionale! Ma andiamo per ordine, perché mica abbiamo ancora finito di fare enduro, anzi!
L’ultimo tratto è bello tosto, mulattiere a tratti impestate ci portano fino ad avere la vista sul lago di Caccamo. Da li riattraversiamo un’altra montagna fino a San Severino. I percorsi sono di enduro vero: pietre, single track e canali scorrono uno dopo l’altro regalandoci un divertimento inaudito. Qualcuno poi, venuto addirittura dalla Lombardia, riconoscerà che questo è uno dei pochi eventi in cui si fa davvero ENDURO. La zona si presta bene, ha fatto da sfondo a diversi campionati nel corso degli anni, anche europei o mondiali.
Al Tolentino Trophy mai niente è scontato
Mancano oramai solo 3 km al pranzo, ma ci si presenta davanti una salita ripidissima, lunga il giusto da mettere in difficoltà chi l’ha presa troppo “alla leggera”. Passo col bicilindrico e salgo su perché se mi fossi fermato, probabilmente sarei rimasto li. Torno giù con un mono in prestito a dare una mano a chi data la pendenza non riusciva agevolmente a girare la moto per ripartire. A volte basta davvero poco per aiutare (o essere aiutati). Una mano che tiene la moto mentre cambi gamba a terra, mentre metti la prima, un piccolo slancio per partire. La fortuna del nostro mondo è quella che ci si aiuta sempre, perché credo che qua la passione superi ancora ogni altra cosa.
Terminiamo la traccia praticamente non toccando più l’asfalto, perché il luogo designato per il pranzo è il crossodromo internazionale San Pacifico di San Severino Marche. Tra foto, video e chiacchiere arrivo al traguardo insieme alle scope, questa è una costante per me agli eventi.
Faccio sempre “tardi” ma mi piace godermi più possibile ogni momento di queste giornate bellissime e piene di emozioni.
Come vi ho anticipato prima, mentre parcheggio la moto iniziano a scendere le prime gocce d’acqua, ma oramai son tutti a mangiare, poco importa più!
Riflessioni sul Tolentino Trophy 2026
Voglio fare un applauso enorme a tutto lo staff del Tolentino Trophy per l’organizzazione di un evento che è stato pianificato sotto ogni aspetto, con persone sempre disponibili, sempre presenti. Il tutto reso ancora più complicato da una nevicata scesa tre giorni prima della partenza che ha fatto modificare mesi e mesi di preparazione percorsi. Con una prontezza incredibile, Roberto e il suo staff hanno ovviato questo grande problema di forza maggiore e ci ha fatto divertire come pazzi, facendo godere, a ognuno, l’esperienza che voleva vivere. Chi passeggiando osservando meravigliosi scorci marchigiani, sulla traccia adventure, chi misurandosi con i single track più impervi della zona sulla expert. Grazie di tutto e alla prossima edizione, nel 2028!
Testo e foto: Mattia Terrucidoro


