SWM Superdual X: Una moto onesta!

Siamo alla partenza dell’evento Harditaroad 2018 una maratona di due giorni dedicata alle maxi enduro che, tra un buon 60% di sotto boschi, strade bianche, mulattiere e 40% di asfalto, collega Trento a Trieste inseguendo tracce GPS tra tappe diurne e una lunga sessione in notturna. Quale miglior occasione per provare la nuova SWM SUPERDUAL X, novità della casa di Varese?

Al primo impatto la moto risulta compatta nelle dimensioni ed essenziale nelle strumentazioni di bordo, il look fuoristradistico è richiamato dai generosi paramani, le barre paramotore e la ruota anteriore da 21 pollici, ai quali si aggiungono parabrezza, cavalletto centrale, fari di profondità a LED e portapacchi per accompagnarvi nei lunghi viaggi. Se quest’allestimento di serie non sembrasse ancora sufficiente, il pacchetto GT PACK propone due ampie valigie rigide laterali da 33 litri comprensive dei telaietti per agganciare le borse alla moto.
Per le strade trentine si ha una buona maneggevolezza e nella normale circolazione cittadina questa SWM si divincola bene tra il traffico. I suoi 169 kg sono ben bilanciati permettendo agili cambi di direzione, i 18 litri di benzina nel serbatoio non ne inficiano la direzionalità e permettono una buona autonomia prima del rifornimento, mentre i freni Brembo e il sistema ABS anteriore e posteriore assistono efficacemente le entrate in curva. Alle alte velocità l’avantreno è stabile e il parafango alto non crea turbolenze o oscillazioni, peccato però che sopra ai 4.000 giri le vibrazioni del motore si sentano parecchio, ripercuotendosi perciò sulla scorrevolezza dell’andatura.

E dopo una buona serie di tornanti si arriva al primo sentiero in fuoristrada; è tempo di disinserire l’ABS dalla ruota posteriore tramite il comodo pulsante sul manubrio e testare le sue qualità off road!
Su strade bianche e ghiaiose si ha una buona stabilità, il motore da 600 cc eroga una potenza di 40 KW (54CV) e, non essendo quindi un cavallo imbizzarrito da domare, lo si gestisce facilmente tra una derapata e l’altra; anzi, a mio parere la corona è un po’ troppo piccola rendendo la moto troppo pigra nel sottocoppia e nelle riprese, ma anche nel caso aveste una marcia troppo lunga, il motore non vi abbandonerà e arriverete in cima alla salita! Da notare che la stessa motorizzazione è disponibile anche in versione depotenziata a 26 KW (35 CV), ideale quindi per i possessori di patente A2!
I terreni cambiano, mi si presentano ora radici e mulattiere di sasso smosso: inizialmente dubitavo un po’ del reparto sospensioni che non mi sembravano all’altezza, ma devo ammettere che la forcella da 45 mm di diametro con freno idraulico in estensione regolabile, e l’ammortizzatore posteriore, con la possibilità di regolare sia i click in estensione sia il precarico della molla, fanno il loro lavoro! Non vi dovete aspettare prestazioni pari alle più blasonate sospensioni disponibili sul mercato, ma tutte le asperità vengono assorbite bene senza scalciate improvvise o chiusure di sterzo.
Il manubrio largo, da “vera” enduro, dona un buon controllo, la sella invece, troppo infossata e disegnata più per un uso turistico, non permette spostamenti in avanti e indietro per caricare la moto col peso del pilota. Anche il mettersi in piedi sulle pedane da seduti non è molto agevole, diciamo che per una persona alta 1,80 m come me, la moto nel complesso risulta un po’ piccolina.
La prima giornata giunge al termine ma solo per poche ore, alle una di notte si riparte per la tappa notturna! Al fanale a luce alogena accendo le luci a LED di profondità di serie… ora sì che i sassi e le radici nei boschi si vedono, e anche il computer di bordo, dalle funzioni minimali ma essenziali, rimane ben illuminato e ben visibile.

Chilometro dopo chilometro… sasso dopo sasso… ora dopo ora… alle 2 del pomeriggio si arriva al traguardo dell’Hardita, terminando così questa bellissima maratona nella centralissima piazza Unità d’Italia di Trieste! E anch’io sono arrivato a una conclusione su questa moto: l’aggettivo che più le si addice è ONESTA!
Onesta perché, senza pretendere le altissime prestazioni e gli accessori Hi-Tech che sulle più costose moto di ultimissima generazione sono ormai caratteristiche d’obbligo, questa SWM Superdual X adempie tranquillamente ai suoi doveri; una moto polivalente che, con il suo motore pacato ma leale, si può usare sia per strada e sia in fuoristrada. Grazie ai suoi accessori e dimensioni contenute, è adatta sia ai viaggi fuori porta sia per l’uso quotidiano in città per andare al lavoro… direi proprio che nello stabilimento di Varese hanno dedicato tanto impegno e dedizione a questo progetto interamente “Made in Italy” che, dallo studio su carta, è arrivato ai primi prototipi per poi accendere le catene di montaggio per assemblare le moto di serie che ora trovate nei concessionari.

Prezzo: € 7.300

Testo: Marco Dugato

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