Husqvarna FE 450 2020

Quale miglior occasione si può presentare per provare una FE450 my 2020 se non quella di partecipare alla 4a prova del monomarca Husqvarna a Enego, in provincia di Vicenza? La cilindrata messaci a disposizione è una di quelle “impegnative” e questo ci fa drizzare le antenne perché sappiamo bene che dovremmo darLe del Lei.

Estetica
La prima cosa che notiamo è la quasi totale assenza di grafiche se non per il simbolo del marchio stampato sui convogliatori e sui parasteli, una scelta che potrebbe essere azzeccata per lasciare totale libertà di personalizzazione all’acquirente. La sella, di colore blu con un paio di inserti neri sui lati, ha un buon grip, i paramani di serie sono molto protettivi e robusti mentre la mascherina portafaro anteriore è stampata in polipropilene bicolore (gialla e bianca). Sul manubrio è posizionato il comando per variare la mappatura del motore per inserire o meno il controllo di trazione.

Come va
Arriva la domenica mattina e partiamo per la gara cercando di divertirci e, perché no, per riuscire a fare anche qualche buon risultato. La prima impressione è di una moto snella, agile e facile da guidare, grazie al motore che inizia a spingere in maniera graduale fin dai bassi regimi; se si insiste sul comando del gas i cavalli vengono fuori e si sentono tutti. Provando a utilizzare il pulsante per cambiare mappatura si riesce a sentire la differenza: con la mappa 1, quella standard, il comportamento della moto è tutto sommato facile, non mette in crisi la guida nei tratti hard o con poca aderenza; inserendo la mappa 2, quella definita “racing”, si ha subito una reattività più “sportiva” e si può rischiare di perdere un po’ di trazione, ma basta inserire il controllo di trazione e il problema è risolto. Sicuramente l’uso delle mappe è soggettivo e varia in base alle situazioni e agli stili di guida, certo è che l’elettronica funziona e spesso aiuta. Passando al reparto sospensioni, ho trovato che il mono-ammortizzatore lavori benissimo e copi molto bene le varie asperità. Nel mio caso sono dovuto intervenire un po’ sull’idraulica per sostenere meglio il mio peso, ma sono bastati pochi click per apprezzare la differenza. Ho trovato invece la forcella un po’ morbida per l’utilizzo in gara, ha una buona scorrevolezza e reagisce molto bene ad ogni tipo di terreno alle basse velocità, quando invece si prova a fare il tempo, un “settaggio” personalizzato all’idraulica diventa indispensabile.
Tirando le somme sul reparto sospensioni, per un uso non competitivo questo quattro e 1/2 non ha bisogno di grossi interventi, mentre invece per la gara, grazie al contributo degli specialisti WP presenti ad ogni evento del trofeo, siamo riusciti ad ottenere un comportamento perfetto. Il reparto freni funziona bene, anche se non è più Brembo! Le pinze e pompe Magura svolgono il loro lavoro più che egregiamente, sono molto modulabili specialmente l’anteriore.
Questa Husqvarna 2020 è migliorata ulteriormente anche se in apparenza non sembra abbia subito interventi sostanziali. In realtà ogni comparto è stato aggiornato, dal telaietto posteriore più leggero, ad un telaio più rigido, passando da attualizzazioni mirate al motore e alle sospensioni.
Un gran bel lavoro che rende questa moto ancor più fruibile sia all’utente medio sia per chi la usa per correre nei vari campionati, basta fare due semplici interventi alla forcella per aspirare a buoni piazzamenti.

Voglio ringraziare Husqvarna Motorcycles Italia per avermi invitato a questa prova di trofeo mettendomi a disposizione una FE450 “nuova di pacca” e Lello Tasca per l’ospitalità e la disponibilità.

Testo e tester: Michele Zoppi
Foto e video: Massimo Di Trapani – Nicolas Conti

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