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Anàbasi 300

Anàbasi 300 una giovinezza ritrovata

Proprio come nel film Cocoon con la partecipazione all’Anàbasi 300 organizzata dal Motoclub Umbria, sono tornato a rivivere un tempo ormai andato… o, perlomeno, così mi sono sentito!

Filippo Ceccucci è una persona mistica, di moto se ne intende e di esperienza ne ha da vendere sia come pilota che come organizzatore, e ogni suo evento si distingue per uno stile inconfondibile: si naviga con il roadbook disegnato a mano, con note ai 100 metri.

La nostra partecipazione all’Anàbasi era già in programma da alcuni anni, poi per un motivo o per l’altro avevamo sempre dovuto declinare l’invito. Quest’anno mi presento al via con “Mitzi”, la nostra referente per Austria e Germania. La “roscia” come la chiamiamo noi per la sua inconfondibile capigliatura color rosso acceso, torna in sella dopo sei mesi su una nuova fiammante Beta RR 200 Racing 2024, dopo che l’estate scorsa era stata derubata della sua moto proprio sotto casa. È abbastanza tesa, non conosce la moto né tanto meno i percorsi e, non avendo la strumentazione per navigare, è terrorizzata dal fatto che non la aspetti!

La mia strumentazione, invece, è costituita da un roadbook elettronico messoci a disposizione per l’occasione dalla WLPcom.it

Una bella incognita! Anzi due belle incognite perché, dopo quasi 30 anni, non sono sicuro di ricordarmi come si naviga e con l’elettronica non ci vado a braccetto.

Anàbasi 300 2024

Giorno 1, verifiche e giro di 75 km

Arriviamo a Piegaro, luogo di ritrovo il ristorante da Elio. Il percorso si svilupperà in 3 giorni con 3 differenti giri ad anello. Il primo da 75 km, il secondo da 125 km e l’ultimo, a detta dell’organizzazione quello più impegnativo, di 70 km.

Depositiamo i bagagli in camera per poi dirigerci verso le operazioni preliminari, dove ci verranno consegnate le tabelle adesive da apporre alla moto e i file con le tracce. Tutto si svolge in pochi attimi, i ragazzi del Motoclub Umbria sono ben organizzati e con gli altri 150 partecipanti siamo già fuori a preparare le moto.

Incredibilmente riesco ad installare le tracce nella app. Sono bastati pochi clic per visualizzare note e trip sullo schermo, invece di aggiuntare le innumerevoli pagine con lo scotch, per poi dover arrotolare i metri di carta sullo strumento.

Viva la tecnologia!

La partenza della Anàbasi 300 2024 verrà data alle ore 14 e combinazione, il meteo prevede un acquazzone proprio per quell’ora. 

Mai previsione più azzeccata, con la partenza del primo concorrente inizia a piovere e, nel giro di pochi attimi, l’acqua si fa più fitta e insistente tanto che ci accompagnerà per tutto il resto della giornata. 

“Ho cannato la nota”

Il percorso diventa a tratti viscido e in altri il terreno si fa pesante, in molti faticano a salire e si formano dei tappi.

Noi riusciamo a proseguire abbastanza spediti, ma intorno al km 25 una nota dice di svoltare a sx in discesa lasciando il percorso principale per una traccia poco visibile. Imbocco lo stradello e vado avanti per qualche km, confortato dal fatto che siamo sulla strada giusta, le note corrispond… ci siamo persi!

Siamo nell’aia di un casolare, esce il proprietario e dallo sguardo capisco che non era troppo contento di vederci li. Alzo la mano per scusarmi e cerco una via di uscita, tornare indietro era praticamente impossibile. Raggiungiamo l’asfalto e provo a fare un punto della situazione per capire dove ho sbagliato. Nel frattempo sopraggiunge un’altro concorrente in direzione opposta. Lo fermo e gli chiedo a che km ci fossimo ricollegati. Siamo al km 6! 

Urka, abbiamo tagliato e siamo quasi ritornati alla partenza, ci tocca rifare il giro. 

Dopo circa mezz’ora siamo di nuovo al punto incriminato. Il chilometraggio corrisponde, sul disegno della nota però manca il particolare di una casa diroccata.

Intuisco l’errore mentre mi tornano in mente le parole di Ceccucci durante il briefing: “il roadbook ha le note a 100 mt, è importante che controlliate attentamente i disegni!”.

Rimetto in moto, vado avanti di qualche decina di metri e scorgo il rudere sulla destra e un sentiero a sinistra. Che rabbia, per poche decine di metri ho “cannato” il percorso e ci siamo fatti una ventina di km in più sotto l’acqua. 

Medicina santa!!! Nei giorni successivi non ho più sbagliato un bivio, mettendo molta più attenzione a quanto disegnato nelle note.

È quasi buoi quando rientriamo in albergo. Se questo è stato l’antipasto, chissà cosa ci aspetta nei prossimi giorni.

Giorno 2, tappa da 125 km

Sabato mattina, partenza posticipata di mezz’ora per permettere a tutti di fare assistenza alle moto infangate. Fortunatamente c’è un pallido sole e visto che la giornata è lunga il percorso si preannuncia più scorrevole. Infatti dopo appena 4 km dal via un serpentone di moto fumanti piantate lungo una pietraia viscida.

Riesco ad arrivare in cima e torno indietro a piedi per aiutare al bisogno Mitzi. La vedo con il casco riverso sul manubrio e la maschera appesa al braccio. Quando mi avvicino mi guarda e noto un rivolo di sangue scendere da sotto lo zigomo. Penso subito ad una sassata scagliata dalla ruota in bournout di qualcuno che la precedeva. osservo meglio e, fortunatamente, non è sangue. Enzo, il mio compagno di uscite domenicali, quando spinge la moto ha lo stesso problema. Il sudore che gli scende sul volto, prende il colore della tinta dei capelli!

Con il sole, le colline Umbre risaltano di un verde brillante, zone bellissime che regalano scorci sopra il lago Trasimeno e boschi che iniziano a rifiorire. In lontananza spicca il paese medioevale di Parrano dove, dopo circa due terzi del percorso, è prevista la pausa pranzo. Un luogo meraviglioso in cui il tempo sembra essersi fermato a qualche secolo fa e dove abbiamo potuto assaporare specialità locali tramandate da generazioni. Che spettacolo!

Il dopo pranzo tutti ce lo aspettavamo come un rilassante rientro al paddock, invece i ragazzi del Motoclub Umbria avevano inserito nel percorso un tratto abbastanza “croccantino” lungo il quale qualcuno si è pentito di essersi abbuffato nel paiolo dei fagioli con le cotiche!

Il sabato sera compresa nell’iscrizione c’era la serata di gala presso il ristorante da “Elio”, un momento conviviale per scambiare le impressioni su questi giorni di fuoristrada con gli altri partecipanti, raccontarsi qualche aneddoto e ammirare la nuovissima Kove 450 da Rally portata in esposizione dalla concessionaria Marinsalda di Tolentino.

Giorno 3, si gira fino a pranzo – 70km

Domenica mattina mi alzo verso le 7 e guardo fuori dalla finestra. Comunico a Mitzi che ha ricominciato a piovere. Mi fa capire che se ne sterebbe volentieri sotto le coperte. 

La nostra camera è tappezzata di abbigliamento da enduro messo ad asciugare un po’ ovunque e il pensiero di prendere ancora acqua abbassa di molto l’adrenalina.

Oggi tra l’altro era stata indicata come la giornata più enduristica anche se per l’ora di pranzo è previsto il rientro.

Facciamo colazione e nel frattempo smette di piovere. La “roscia” raccoglie tutte le energie e decide di seguirmi, mentre altri caricano le moto nei furgoni e riprendono la via di casa.

Tanto fango ma il percorso non è mai banale anche se abbastanza scorrevole. La parte più impegnativa è prevista a pochi chilometri dall’arrivo e così è. Una mulattiera con dei bei gradini viscidi, colpa anche della stanchezza cumulata nei 3 giorni, dissemina vittime ai bordi della carreggiata.

Solo nel gradino più alto Mitzi ricorre al mio aiuto. Brava!

In cima troviamo un ragazzo che ha finito la benzina, non sa dove andare dopo che i suoi amici non lo hanno aspettato ad un bivio. Lo scortiamo fino all’arrivo e lo traino fino al paddock. L’enduro è anche questo!

Tornando all’analogia con il film Cocoon, dove immergersi in una piscina con delle strane pietre ridonava la giovinezza, sono situazioni che ho piacevolmente vissuto in questa tre giorni.

Di acqua ne è piovuta abbondantemente, di strane pietre ne era copiosamente cosparso il territorio, e io mi sono sentito trasportato a quando correvo nel Motorally.

Grazie Filippo per avermi invitato, grazie Anàbasi 300 per avermi fatto riassaporare la bellezza di guidare con il roadbook e grazie al Motoclub Umbria per la passione che ci mettete ad organizzare questi eventi.

Testo: Pietro Bartolomei
Foto: Motoclub Umbria

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