1000 Sassi. “Su il sipario, buona la prima”!

La maggior parte degli eventi, di ogni genere o colore, necessita di un rodaggio e di un consolidamento nel tempo che permetta di acquisire credibilità e consensi:

la 1000 Sassi è l’eccezione che conferma la regola.

Perché alla prima edizione ha “sfoderato” un layout organizzativo degno delle più celebri manifestazioni adventuring, immediatamente accolta dal pubblico e dalle “istituzioni” motociclistiche, siano esse la FMI, siano i giornalisti o anche i piloti più blasonati.

La prima edizione della 1000 Sassi ha visto tra le partecipazioni di rilievo niente meno che il presidente della Federazione Motociclistica Italiana, Copioli, nonché il presidente della Commissione Turistica e Tempo Libero FMI Rocco Lopardo, promotore proprio di queste manifestazioni adventuring/discovering che, negli ultimi anni, hanno preso piede in tutto il territorio italiano.

Ciliegina sulla torta la partecipazione del grande dakariano Franco Picco, il quale ha affrontato i tre giorni di raid con soddisfazione e divertimento.

Organizzare una manifestazione di questo genere non è cosa semplice, dovendosi districare tra permessi, divieti, istituzioni, comuni, aree private… il presidente del moto club Motolampeggio Daniele Alessandrini, insieme con il proprio staff, è riuscito nell’impresa, costruendo un adventuring ben articolato e, soprattutto, immerso in un territorio, quello toscano, che a livello paesaggistico è sicuramente un riferimento assoluto!

Noi di Discovery Endual abbiamo partecipato alle giornate di apertura e di chiusura

Quella del giovedì e quella del sabato: quest’ultima con formula “one day”, aperta a chi volesse approcciarvisi per una sola giornata.

Il percorso affrontato, perfettamente mappato su traccia gpx, si è snodato tra le province dell’entroterra toscano tra il grossetano, il senese e il fiorentino.

La tappa del sabato in particolar modo è stata piacevolissima, complice l’attraversamento di passaggi boschivi, freschi e ombreggiati, molto belli da guidare e adatti a tutti i livelli di preparazione motociclistica.

Di particolare fascino l’attraversamento nella zona di Chiusdino, così come memorabili i passaggi all’interno dei piccoli borghi meno famosi e meno conosciuti del Chianti, che rappresentano vere “perle” del territorio toscano.

Il percorso, come dicevamo, è stato costruito creando passaggi su terreni di difficoltà media: vari per tipologia di fondo e intervallati da trasferimenti su asfalto; talvolta, forse, un po’ troppo lunghi ma si sa: trovare sbocchi e collegamenti continuativi non è certo cosa semplice.

Molto bella la variante per i mono, leggermente più impegnativa, che ho affrontato con la mia 950 super enduro con grande soddisfazione.

Gustosa e divertente, ne avrei voluta un bel po’ in più!

Un consiglio per la prossima edizione: una più impegnativa per i piloti “expert” che si vogliono misurare in percorsi più guidati.

Molto ben strutturata anche tutta l’accoglienza; ottima scelta il resort, i ristoranti che hanno ospitato le cene, caratteristici i punti di ristoro e molto suggestiva la piazza di Incisa Valdarno appositamente allestita, degna di una di quelle grandi manifestazioni giunte alla loro “ennesima” edizione.

Che dire.

Grandi complimenti a tutti i ragazzi dell’organizzazione, poiché hanno permesso a chiunque di divertirsi e di sfogare la propria voglia di “navigare” con il GPS e guidare la propria moto su percorsi non convenzionali.

Così come si riconosce loro il merito di aver creato un’occasione di aggregazione molto ben gestita e organizzata, anche in ottemperanza a tutte le “norme Covid” che, purtroppo, ci condizionano ancora…

Dunque l’appuntamento è per la prossima edizione, della quale già filtrano le prime indiscrezioni e le prime bozze di percorso, e che siamo certi sarà la degna successione della prima, già di notevole qualità.

Ci vediamo nel 2022: Discovery Endual ci sarà!

Testo: Edoardo Tommassini
Partecipanti: Pietro Bartolomei/Edoardo Tommassini

condividilo con i tuoi amici

Articoli correlati

MOTO, ANCMA: IL MERCATO TORNA A CORRERE, FEBBRAIO CHIUDE A +19,8%

Dopo un inizio 2024 a rilento, il mercato nazionale delle due ruote a motore ritrova grande vigore. Febbraio chiude infatti con un solido +19,8% sullo stesso mese dell’anno scorso, mettendo su strada oltre 28mila veicoli. È quanto si apprende dal comunicato stampa sull’andamento delle immatricolazioni mensili di moto, scooter e ciclomotori diffuso in serata da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori).

Leggi di più >

Di: Strazzari/Engines Engineering – Dirige l’orchestra: Paolo Caprioni – Canta: MINA!

La Ducati DesertX nasce come moto adventouring, una maxi-enduro con una forte vocazione fuoristradistica.

Il Team Kaprioni capitanato dai fratelli Paolo e Stefano e coadiuvati dalla Engines Engineering, un pool di esperti sull’innovazione tecnologica applicata alle moto, hanno scommesso di riuscire a portare il primo prototipo di Mina in Senegal, fin all’arrivo della mitica Parigi-Dakar.

In poco più di un anno, il progetto ha preso forma e Paolo come promesso si è presentato al via dell’Africa Eco Race e dopo circa 6.000 km di piste e sabbia, il sogno di raggiungere le spiagge del Lago Rosa era coronato.
Un sogno che si è concretizzato con un’affermazione di Paolo Caprioni di tutto rilievo, 20esimo assoluto e sesto di classe, con davanti mostri sacri di questo sport, come Cerutti, Botturi e Tarres.

Dopo aver seguito le fasi dello sviluppo andando in visita presso l’headquarter della Engines Engineering (leggi l’articolo https://discoveryendual.com/mina-il-p… o guarda il video https://www.youtube.com/watch?v=WJ_Te…, abbiamo avuto la possibilità di provarla al rientro della maratona Africana, salendoci in sella nella pista sabbiosa di Pomposa.

Vi racconteremo quali sono state le modifiche e come va, in attesa che ne venga commercializzata una piccola serie e addirittura un kit per equipaggiare tutte le DUCATI DesertX.

Leggi di più >