“Il termometro segna zero gradi, la pioggia batte implacabile sull’asfalto verso il deserto e il morale è messo a dura prova ancora prima di vedere la prima duna. Benvenuti all’Africa Eco Race 2026. Quest’anno la nostra sfida ha un nome preciso: #fatherandsondakar. Io, Mirco Bettini e mio figlio Tommaso, divisi da 40 anni di età ma uniti dalla stessa passione, abbiamo messo alla frusta due Beta 480 preparate artigianalmente per non lasciare indietro nemmeno un waypoint. Dalle bufere del Marocco al sole accecante del Senegal, ecco il racconto della nostra impresa.”
La partecipazione alla scorsa edizione con la Suzuki 800 bicilindrica è stata un’esperienza portata a termine con fatica e dolore. Una brutta caduta e il peso della moto — che non siamo riusciti a far “dimagrire” sotto i 230 kg, incluso il carburante supplementare – mi avevano costretto a fermarmi due volte lungo il percorso, rientrando con il camion scopa.
Da qui è nata la decisione, fortemente sostenuta da Miria: tornare con una moto più leggera, correre in coppia con mio figlio Tommaso e non perderci neppure una duna. Nasce così il progetto #fatherandsondakar.
I Protagonisti
Io, 62 anni e oltre 100 spedizioni in Africa con diversi rally internazionali alle spalle; Tommaso, 21 anni, alla sua prima esperienza in un rally internazionale ma con decine di spedizioni desertiche già all’attivo.
La scelta del mezzo: Leggerezza e affidabilità
Ma quali moto usare? Abbiamo analizzato tre opzioni:
- Due Rally Replica: Costo del nuovo oltre 40.000 € a moto; almeno 30.000 € per usati revisionati. (Scartata).
- Revisione della mia vecchia KTM 500 (2013): Trovarne un’altra per Tommy e rimetterle a nuovo. Budget stimato: 10.000 €.
- Due enduro nuove: Allestirle in economia con serbatoi maggiorati e strumentazione. Budget stimato: 25.000 €.
Dopo una lunga trattativa con Betamotor, Ugolini è riuscito a fornirci due Beta 480 RR Racing MY 2026 a ottime condizioni. Il progetto è ufficialmente partito.













La corsa contro il tempo
Le moto sono arrivate solo a metà ottobre, alla vigilia del viaggio-test in Tunisia. Siamo partiti con i mezzi originali a “km 0” per effettuare il rodaggio direttamente sul campo e capire quali modifiche apportare.
Al rientro è iniziata la lotta contro il cronometro per l’allestimento. Un team di artigiani d’eccellenza (GpMucci, Prototypeteam, Xracing, Bartubeless) ha costruito su misura i serbatoi posteriori, il traliccio portastrumenti, lo scarico, il paramotore e le ruote. Il meccanico di Mazzini Moto ha poi gestito l’impianto elettrico e il montaggio finale. Alla fine, ogni moto ha ricevuto 20 componenti nuovi o sostituiti.
Siamo partiti per l’imbarco a Marsiglia senza test, se non qualche chilometro nella nebbia su asfalto per verificare i rapporti.










Una logistica di famiglia
Oltre a noi piloti, il cuore del team è Miria, che per mesi ha gestito burocrazia, rapporti con l’organizzazione e logistica. Per la prima volta abbiamo avuto un’assistenza tutta nostra: un Mercedes Sprinter messo a disposizione da Ugolini Motorciclo, guidato da Miria con il supporto tecnico di Mazzini, un meccanico sopraffino che per la prima volta ha timbrato il passaporto per l’Africa.
La Gara: Marocco e Mauritania
A Tangeri la tensione era altissima. Il viaggio in nave è stato disastroso e il maltempo ci ha perseguitati durante le verifiche. Sono saltati il prologo, la parata e persino la prima speciale per neve. Il primo giorno abbiamo percorso 900 km di asfalto, di cui due terzi sotto la pioggia gelida.
Una volta raggiunto il deserto, il sole ha finalmente fatto capolino. Le tappe in Marocco sono state dure, con speciali sopra i 400 km cariche di pietre, come promesso dall’organizzazione. Siamo arrivati a Dakhla, al giorno di riposo, con un percorso netto: nessuna penalità e tutti i waypoint validati. Eravamo circa al 50° posto su 105 partenti.








L’inferno di sabbia
La seconda settimana in Mauritania è iniziata con la temutissima sabbia. Dopo una giornata infinita tra burocrazia doganale e dune soffici, ci siamo trovati ad affrontare la tappa più lunga partendo in ritardo.
A metà pomeriggio, dopo aver soccorso un motociclista olandese caduto, il morale era basso e la fatica tanta. Eppure, non abbiamo mollato. Abbiamo affrontato l’ultimo cordone di dune al crepuscolo, finendo gli ultimi 120 km nel buio totale. Grazie a un messaggio dell’organizzazione sul GPS che ci ha corretti sulla rotta, siamo arrivati al bivacco alle 21:30, entro il tempo massimo. Una missione compiuta mentre 25 moto restavano indietro nel deserto.
Il trionfo al Lago Rosa
Dopo aver tagliato strategicamente una parte dell’ottava tappa per risparmiare energie, abbiamo completato le ultime massacranti giornate arrivando ai bivacchi sempre a sole alto, stanchi ma felici.
L’ultima fatica: i 22 km sulla spiaggia del Lago Rosa. La partenza è stata epica. Tommaso è scattato come un razzo e si è ritrovato a percorrere l’intera spiaggia fianco a fianco con la leggenda Stéphane Peterhansel. Io l’ho raggiunto poco dopo e abbiamo tagliato il traguardo insieme. Per quest’ultima speciale, siamo risultati primo e secondo di categoria.







Bilancio Tecnico
Il verdetto finale sulle Beta 480 RR Racing è sbalorditivo: PROBLEMI ZERO.
- Peso: 158 kg con 32 litri di benzina (72 kg meno della Suzuki 800!).
- Affidabilità: Nonostante i chilometri a manetta, le cadute e gli insabbiamenti, nulla ha ceduto. La manutenzione si è limitata a cambi olio, pulizia filtri e piccoli serraggi. Siamo tornati con la cassa ricambi ancora piena.
“Il Lago Rosa è veramente rosa, e vederlo insieme a mio figlio lo ha reso ancora più speciale.“
I nostri partner:
Ugolini Motorciclo
Beta Motorcycles
Music for Love
Team Azzurrorosa
Dr. Paolo Filippini – Chirurgia del Piede, Anca e Ginocchio
PurMotors Filters & Solutions
WLPcom
Motocross Marketing
Motoreporter
Discovery Endual
Moto Club Polizia di Stato
Foto: Rally Cool Alessio Corradini
Protagonisti: Mirco e Tommaso Bettini


