La battaglia di mercato tra le piccole moto dual-sport si fa sempre più interessante. Ad alimentare questo duello stavolta ci pensa la spagnola Rieju, lanciando sul mercato la AVENTURA 307 RALLY. Un modello che i molti amanti del dual purpose attendevano da tempo. Una moto semplice, ma con tutto l’occorrente per fare sul serio in fuoristrada. E non parliamo solo di strade bianche, anzi…
Sì, perché qui si parla di fuoristrada vero, un segmento in cui Rieju può vantare una lunga tradizione.
Rieju: Una Tradizione Off-Road Lunga Quasi Un Secolo
L’azienda nasce nel 1934 a Figueres, in Spagna, per mano di Luis Riera Carré e Jaime Juanola Farré (da cui l’acronimo RIE-JU). La produzione è iniziata con gli accessori per biciclette, per poi dedicarsi ai veicoli motorizzati nel 1945. Negli anni ’70 Rieju si specializza nel fuoristrada, dando vita alla grande tradizione off-road che tutt’oggi trasuda dai suoi prodotti. Un marchio che “mangia terra” da oltre cinquant’anni, costruendo moto agili e robuste.
Si tratta di un’azienda a conduzione familiare che ha saputo sopravvivere alle crisi industriali europee, collaborando con marchi storici del motociclismo e riuscendo a espandersi a livello globale.
Uno dei momenti di svolta più recenti è stato l’acquisizione della piattaforma industriale GasGas per le moto da enduro. Quando KTM ha acquisito il marchio GasGas, Rieju ha rilevato gli asset produttivi, mossa che le ha permesso di continuare a produrre moto da enduro di alto livello (la serie MR) utilizzando tecnologie e stampi di derivazione professionale.
Mentre altri produttori si disperdono in mille segmenti, Rieju è rimasta fedele alla sua anima off-road (Enduro, Supermotard e ora Adventure), mantenendo un ottimo rapporto tra qualità dei componenti e prezzo. Nonostante le collaborazioni tecniche globali, la progettazione, l’assemblaggio e la cura del prodotto avvengono interamente a Figueres. Questo garantisce un controllo qualità che spesso manca ai marchi puramente d’importazione.










Scheda Tecnica: I Numeri della Rieju Aventura Rally 307
Il cuore pulsante di questa piccola rally è un motore monocilindrico 4 tempi LONCIN raffreddato a liquido da 293 cc, capace di erogare 33,5 CV (24,7 kW) e una coppia di 27 Nm. Si tratta di un’evoluzione del propulsore già visto sulla VOGE 300 Rally, ma con una taratura specifica per Rieju che, almeno sulla carta, la rende leggermente più performante delle dirette rivali (come la stessa VOGE e la Honda CRF300 Rally).
La trasmissione prevede un cambio a 6 marce dotato di frizione antisaltellamento, per staccate più fluide in off-road.
| Caratteristica | Specifiche Rieju Aventura Rally 307 |
|---|---|
| Motore | Monocilindrico 4T (LONCIN), raffreddato a liquido |
| Cilindrata | 293 cc |
| Potenza Massima | 33,5 CV (24,7 kW) |
| Coppia Massima | 27 Nm |
| Cambio | 6 marce con frizione antisaltellamento |
| Sospensioni Ant. | Forcella USD da 43 mm regolabile (escursione 235 mm) |
| Sospensione Post. | Monoammortizzatore progressivo regolabile (escursione 235 mm) |
| Altezza Sella | 890 mm (89 cm) |
| Ruote | 21″ anteriore / 18″ posteriore |
| Freni | Disco 300 mm (ant.) / 240 mm (post.) con ABS escludibile al posteriore |
| Peso | 138 kg a secco (circa 160 kg in ordine di marcia) |
| Serbatoio / Autonomia | 21 litri / circa 500 km |
| Prezzo | Base: ~4.700 € |
Rieju commercializza per il nostro mercato due versioni di questa piccola rally: una versione base e una versione “R”(oggetto della nostra prova), che si differenzia per dotazioni extra come grafiche racing, paracoppa in alluminio e gomme da enduro specialistico.










Il Test in Fuoristrada: Due Punti di Vista
Questa moto viene spesso definita una dual-sport adatta ai neofiti o al pubblico femminile, visti il peso e la potenza contenuti. Noi, invece, guardandola bene siamo convinti che possa far divertire un pubblico ben più ampio.
Per l’occasione ci siamo fatti affiancare da una che il gas lo dà sul serio: la nostra campionessa di motocross Clarissa Tognaccini. Con la sua esperienza nel Campionato Italiano Femminile, la convocazione al Trofeo delle Nazioni in Spagna nel 2022, la vittoria del Campionato Toscano nel 2024 e la nomina a Talento Azzurro della FMI, le sue impressioni ci aiuteranno a capire il vero potenziale del mezzo.






L’opinione della Campionessa: Clarissa Tognaccini
Clarissa: “Sono abituata a moto da cross, piste battute, salti e ritmi intensi. Per questo salire sulla Rieju Aventura Rally è stata un’esperienza diversa dal solito, quasi un cambio di prospettiva. Fin dai primi metri ho percepito una sensazione di comfort e controllo che su una moto adventure arriva in modo naturale. La posizione di guida è comoda, alta, e permette di avere subito una buona percezione del terreno.
Rispetto a una moto da motocross, qui non si cerca la massima aggressività, ma una guida più fluida e rilassata, capace comunque di trasmettere sicurezza anche sullo sterrato. Quello che mi ha colpito di più è stato l’equilibrio generale della moto. Nei tratti erbosi e sulle piccole irregolarità del terreno, la risposta è sempre prevedibile e sincera. Le sospensioni lavorano bene e permettono di affrontare il percorso con tranquillità, senza perdere feeling con l’anteriore.
Il motore ha un’erogazione lineare, facile da gestire, e questo rende la guida piacevole anche quando si vuole semplicemente godersi il paesaggio. Per chi come me è abituata a cercare sempre il limite in pista, questa moto rappresenta un modo diverso di vivere le due ruote: meno pressione, più libertà. Provare la Rieju Aventura Rally mi ha fatto capire quanto possa essere bello uscire dagli schemi abituali e vivere la moto in maniera più esplorativa, senza cronometro, solo per il piacere di guidare.”






Il punto di vista dell’appassionato: Fabio
Fabio: “Amo le dual-sport in generale e questa, in particolare, è bellissima da vedere! Linee aggressive, display TFT verticale da 7” e plexiglass tipo torretta di navigazione le donano un fascino degno di nota, che fa subito sognare le piste dakariane.
Salgo in sella e trovo una triangolazione sella-pedane-manubrio piuttosto accogliente, anche per chi come me sfiora i 185 cm di altezza. Pensavo peggio, visto che a prima vista la moto sembra molto compatta. Il manubrio è largo e basso: una configurazione che personalmente adoro e trovo molto efficace. I comandi sono semplici e intuitivi, compresa la pulsantiera di sinistra, un po’ affollata di tasti ma comoda per interagire con il TFT (da cui si accede anche al menu per disattivare l’ABS al posteriore). La leva della frizione a cavo è leggera, mentre il freno anteriore è modulabile e regolabile nella distanza.
Un giro di chiave, si preme lo start e il borbottio del motore si fa subito sentire con una timbrica di carattere. Nonostante le strozzature delle normative europee, sentirla canticchiare così fa davvero piacere.

In movimento: agilità e feeling immediato
Si parte! Noto subito la leggerezza del mezzo. Guidando in piedi sulle pedane si apprezza la snellezza del serbatoio da 21 litri, che si stringe benissimo tra le ginocchia regalando un feeling immediato. Affronto una serie di pozze di fango per scaldarmi e zigzagando percepisco un ottimo equilibrio anche nelle manovre a bassa velocità.
Decido di salire di quota e imbocco la prima mulattiera scassata in salita. Il motore tira bene, ma se si cerca la performance va aperto tutto il gas, facendolo girare in alto. La coppia è quella giusta per divertirsi senza timori. Incontrando un paio di ostacoli sono riuscito a staccare le ruote da terra in due piccoli saltelli: con questa potenza non è un risultato scontato. Si sale dappertutto in sicurezza, e anche un neofita si sentirebbe a proprio agio spalancando il gas.








Discesa e ciclistica: dove la Rieju fa la differenza
Scollino ed è il momento di provare la discesa e le sospensioni. Metro dopo metro le unità regolabili restituiscono una gran fiducia: pur essendo morbide, non risultano mai flaccide. La forcella è scorrevolissima, copia tutto e non va mai a pacco. Ho preso una velocità che sinceramente non mi sarei aspettato da una ciclistica, sulla carta, economica. Il posteriore non scalcia, digerisce le asperità in scioltezza e garantisce sempre un’ottima trazione. La moto scorre veloce tra i canali e si manovra come una bicicletta.
L’unico vero neo? L’ABS. Lo trovo troppo invasivo per le doti dinamiche del mezzo e per la sua propensione all’enduro, anche quello più tecnico. In alcuni frangenti, pur facendo attenzione in discesa, si rischia di andare dritti. Peccato, perché la moto ha un potenziale enorme. Nelle altre situazioni la frenata è risultata corretta, ma su un prodotto così fuoristradistico un ABS così presente limita in parte il divertimento.”
Conclusioni: A Chi la Consigliamo?
Tornato alla base, mi tolgo il casco con il sorriso: è proprio una gran moto! Il motore non esplode di potenza e qualche competitor ha un’erogazione leggermente più elastica ai bassi, ma la coppia è sufficiente per portarvi ovunque vi passi per la testa. La ciclistica è il comparto in cui la Rieju Aventura Rally 307 fa davvero la differenza rispetto alle rivali di categoria: permette di fare cose impensabili per una dual-sport definita “da passeggio”. In questa dinamica si vede tutta l’esperienza di Rieju nel mondo dell’enduro vero.
A chi mi sento di consigliarla? Praticamente a tutti, neofiti e non. Se si sposa la filosofia del “la potenza non è tutto”, anche i piloti con più esperienza troveranno in lei un’ottima alleata per le avventure in off-road. Con un briciolo di mestiere si possono affrontare persino uscite tecniche, col grande vantaggio di tornare a casa riposati nel fisico… e con il portafoglio ancora pieno.
Testo: Fabio Fonsidituri e Clarissa Tognaccini
Foto: MBfotopress

