TEST TOURANCE NEXT 2 E KAROO 4: IL TURISMO SECONDO METZELER

Torniamo a Giarre presso il centro sperimentale Metzeler per raccontarvi due dei pneumatici di punta di Metzeler per le Maxienduro: Tourance Next 2 e Karoo 4.

Ci torniamo dopo avervi raccontato come nasce uno pneumatico (clicca qui per leggere l’articolo), ma oggi entriamo nel vivo, e ci andiamo a divertire, andando a provare il Karoo 4 e il Tourance Next 2 proprio lungo i percorsi che li hanno visti nascere e dove sono stai collaudati: all’ombra dell’Etna.

I tecnici di Metzeler hanno preparato per noi due nuovissime BMW GS 1250 con cui mettere alla frusta le coperture.

Tourance Next 2 – Turismo all around

È tra gli pneumatici da turismo per eccellenza: struttura radiale Interact, mescola con elevate percentuali di silice per garantire una buona performance sul bagnato e una durata chilometrica elevata sono le caratteristiche principali di questa copertura. 

Poco hanno a che vedere con il fuoristrada, ma chi monta una copertura di questo tipo non lo ha certo nel target.

Lo proviamo sulla divertentissima SP92 che sale fin sulla cima dell’Etna in una cornice davvero particolare con ai lati della strada due muri di neve la cui fusione ci ha permesso di testarli in tutte le condizioni possibili: asciutto a valle, bagnato in cima e misto nel mezzo.

Da questo parco giochi, ne esce una copertura prima di tutto semplice e rotonda nella guida. Come detto è uno pneumatico da turismo non per una supersportiva e deve avere come obiettivo (raggiunto) la semplicità.

Facile e agile quindi tra le curve in sequenza, e con un buon appoggio in curva.

Sull’asciutto, anche guidando “male”, cioè con manciate generose di gas in piega o con frenate insistenti fin dentro la curva, non si avvertono i controlli entrare e ciò testimonia il grip garantito.

Sul bagnato e in discesa l’ABS si fa sentire (poco) solo insistendo davvero sulla leva

Ma vuol dire davvero esagerare, guidando in modo che certo non risulterebbe naturale a un pilota “vecchio stampo” non abituato alle correzioni dell’elettronica. Su asfalto bagnato quindi, garantiscono una buona sensazione anche a chi, come me, repelle l’asfalto reso lucido dall’acqua.

Poche o nessuna incertezza quindi, per uno pneumatico agile, semplice e confortevole che permette di macinare chilometri di curve senza arrivare stanchi in hotel la sera dopo una giornata di guida intera: in pratica la definizione di “mototurismo”.

Karoo 4 – Oltre i limiti dell’avventura

Il karoo 4 va a sostituire l’ormai datato Karoo3 e lo fa regalando un upgrade prestazionale davvero notevole.

Lo si capisce anche solo guardandolo: tasselli ampi e spaziati, trasmette subito cosa sa fare – non serve leggerlo in nessuna brochure tecnica -:

vuole essere portato in fuoristrada!

Dietro ha una motricità davvero elevata per la categoria di pneumatico e davanti, rispetto al Karoo 3, regala una confidenza elevatissima.

Guidandolo in discesa, quindi con tanto carico sul davanti, non ha mai dato un problema di frenata, garantendo sempre tanta direzionalità nonostante il cerchio da 19” e i tanti kg del GS sopra i mozzi.

La categoria è chiaramente quella del turismo in fuoristrada, non certo l’enduro

Questo vuol dire che su asfalto lo pneumatico garantisce sicurezza, buona silenziosità e curve rotonde. Rovescio della medaglia di tutto questo è, come per tutti gli pneumatici della categoria, un limite al maltrattamento su fango o erba bagnata; frangenti in cui occorre fare attenzione e in cui non regala la stessa aggressività e spensieratezza che invece trasmette su fuoristrada asciutto dove invece è assoluto padrone.

Alla prossima.

Testo: Dario Lupini
Foto: Pietro Bartolomei
Video: Daniele Onorato

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