Come si suol dire, non c’è due senza tre, e dopo aver preso parte all’edizione di avvio, dopo aver “fatto il delirio” nella seconda edizione, non potevamo certo mancare alla terza edizione della Malle Mutòr 2025, in quel di Rimini, e con la compagnia dei ragazzi del DRAM, perché li tutto “fa festa” ma soprattutto “fa off-road”.
Tutto ha inizio il giovedì 23 ottobre, quando abbiamo preso posto nel Village di Piazzale Boscovich, sulla banchina del porto di Rimini. Incredibilmente popolato e nutrito di tantissimi espositori, nuovi e già conosciuti, segno che la manifestazione, se pur giovane, è fortemente nell’interesse degli addetti ai lavori. Case ufficiali, espositori, team. Quest’anno presente anche Arrow, nostro partner tecnico, del quale portiamo orgogliosamente in giro per gli Adventouring d’Italia la loro moto “griffata”, con la quale svolgiamo un ruolo banco test per i loro prodotti racing. E proprio per l’occasione avevamo sulla ormai conosciuta Yamaha T700, un nuovissimo scarico in fase prototipale che sarà il nuovo prodotto specifico per questa moto.
Quindi accredito, consegna numero e borsa gadget, che merita menzione per la cura e la qualità degli oggetti. Quest’anno un’utilissima trousse attrezzi marchiata Bridgestone oltre a scaldacollo, ad adesivi, voucher ecc.
Malle Mutòr bagnata, Malle Mutòr fortunata
Il meteo non ha inizialmente dato buone speranze, un fortissimo vento ha creato problemi alle strutture e ha fatto “tremare” l’organizzazione sul proseguo della manifestazione. Ma le previsioni davano buono per il giorno seguente, fino anche alla domenica. Le aspettative non sono state tradite, perché il venerdì mattina il tempo era perfetto, fresco, umido, senza pioggia e con un debole sole. La partenza ovviamente come da tradizione sulla spiaggia del litorale riminese, per oltre 7 km di percorrenza. L’esperienza è sempre bellissima e con le condizioni di bagnato della sera precedente, la sabbia bella compatta ha reso la vita più facile a quelli che (come me) hanno poca confidenza con i profondi solchi e l’instabilità della sabbia asciutta. Ho percorso tutto il tratto a buona velocità, con la giusta tensione ma con grande emozione. Fino ad arrivare all’uscita per entrare in traccia e procedere per il percorso.








Dopo la spiaggia, un pò di asfalto prima di iniziare con il fuoristrada
Ovviamente, per il raggiungimento delle zone enduristiche, un po’ di trasferimento è d’obbligo, e qualche decina di chilometri in asfalto ce lo siamo dovuto sorbire. Ma la noia è stata ripagata quando abbiamo iniziato i tratti in off road. Il venerdì è stata nell’insieme una traccia davvero bella e anche tecnica in alcuni passaggi. Di rilievo le crete della zona di Mercatello sul Metauro che hanno selezionato i partecipanti, e anche tutti i passaggi in single track che abbiamo affrontato nel ritorno dal ristoro di Borgo Pace (PU) . Il trasferimento e le tracce ci hanno infatti portato in tutte e tre le giornate fino e oltre il confine toscano. Per arrivare addirittura sull’appennino tosco emiliano. Tratti boschivi e di montagna dove i passaggi enduristici non sono mai scontati, ne dal punto di vista della guida ne da quello della bellezza dei luoghi.









Il sabato si replica! Di nuovo spiaggia e poi l’entroterra
Stessa situazione il sabato. Partenza sulla spiaggia in senso contrario, e traccia sempre divertentissima che ci ha portato ancora nelle zone verso la Toscana ma in altri percorsi. Alcuni davvero impegnativi e che a tratti hanno creato qualche difficoltà con tappi e file. Ma fa parte del gioco. La situazione tecnicamente impegnativa ha creato anche un “divertente” diversivo. Con l’amico Matteo Manenti abbiamo raccolto la richiesta di aiuto di due tedeschi rimasti in panne con la frizione bruciata della loro BMW GS 800. Per raggiungerli abbiamo percorso per la seconda volta parte del giro tra pietraie, bosco e tratti impervi. Stavolta senza nessun blocco dovuto ai tappi, per poi arrivare dagli amici teutonici in soccorso. Problema risolto con un improvvisato intervento tecnico sulla moto. Ripartita, è uscita dalla boscaglia ed ha potuto attendere l’arrivo del soccorso ufficiale. Da li abbiamo ripreso la traccia originale per il ritorno, che è stato anche quello molto divertente, tecnico in alcuni tratti, veloce e guidato in altri. Arrivati al paddock, la stanchezza si è fatta un po’ sentire. D’altronde 300 e passa chilometri ben tirati portano qualche conseguenza. Un bel giro di birre con gli amici e quattro risate hanno decisamente risolto la situazione.
Perché come dicevo alla Malle conta la moto, ma anche l’atmosfera!!













La sera al Village c’è grande festa
E a proposito di atmosfera, il sabato sera il Village della Malle Mutòr si è decisamente animato! Musica, tanti ragazzi e ragazze, birra a fiumi e spettacoli in un ambiente divertente e colorato.
Forse proprio in considerazione di questo gli organizzatori hanno deciso di improntare il giro della Domenica su un “format” decisamente più tranquillo e rilassato. All’immancabile passaggio sulla sabbia, è seguito un giro scorrevole ma piacevole, attraverso le campagne, tratti di bosco e zone panoramiche. Con a metà giro la bella idea di realizzare un fettucciato su una zona collinare per mettere alla prova il talento enduristico dei partecipanti.
E devo dire che con le grosse bicilindriche c’è voluto impegno e una giusta dose di preparazione tecnica. Proprio su questo spenderei volentieri due parole e una considerazione. La Malle Mutòr 2025 ha visto una crescita “qualitativa” per quanto riguarda il livello dei percorsi, molto ben strutturati, divertenti ma soprattutto con un bel livello tecnico. Ma la crescita l’ho notata anche nella preparazione dei partecipanti.







Percorsi a tratti tecnici ma ben calibrati per il tipo di manifestazione
Essendo una manifestazione Adventouring non propriamente banale, chi si approccia a questo tipo di tracciati deve necessariamente avere un bagaglio tecnico leggermente superiore alla media. Oltre a un buon livello di preparazione del mezzo che lo accompagna. Infatti quest’anno, al di là di pochi episodi legati ad alcuni tratti particolarmente complicati, sia i piloti sia le moto si sono dimostrati maggiormente all’altezza della situazione, rispetto alle due precedenti edizioni. Segno che la direzione che gli organizzatori stanno prendendo, è stata capita anche dal pubblico partecipante, che si è “auto-selezionato”. A favore di una maggiore sicurezza generale e soprattutto alla diminuzione delle problematiche relative alla gestione del percorso.
Tornando alla fine della tre giorni di off-road romagnolo, che ci ha visto affrontare oltre 700 km totali di percorsi. Al ritorno dell’ultima tappa, come da tradizione, era stato allestito il bellissimo fettucciato di enduro sulla sabbia. Quest’anno per l’occasione erano disponibili anche moto enduro a noleggio/demo e quindi molti hanno avuto anche l’opportunità di cimentarsi in questo complicato fondo, dal quale ne sono usciti divertiti ed anche un po’ “acciaccati”!
In finale, per fare un bilancio generale dell’evento, va detto che Jacopo, Matteo e Agnese, il “Trio Magico” della Malle Mutòr, insieme a tutti gli altri ragazzi che partecipano, sostengono ed organizzano, uniti ed affiatati come in poche altre manifestazioni, riescono sempre a regalare divertimento ed allegria a tutti i partecipanti. Con una formula vincente che può soltanto garantire lunga vita a questa bellissima manifestazione.
Dunque, appuntamento al 2026, e come sempre viva la Romagna e viva La Malle Mutòr!!
Testo: Edoardo Tommassini
Foto: Andrea De Maldè – Claudia Strazzera – Kim Filippi
Montaggio video: Matteo Gaudenzi



