In viaggio sulla Honda NT1100 DCT: 13 giorni tra Grecia e Turchia

In viaggio sulla Honda NT1100 DCT, ho intrapreso un’avventura di 13 giorni tra Grecia e Turchia, scoprendo paesaggi mozzafiato e culture affascinanti. Dalla maestosa traversata delle montagne del Pindo a Salonicco, fino all’ingresso in Turchia e alla scoperta della Cappadocia, ogni chilometro ha rivelato il carattere unico di questa moto. Con il suo motore potente e le sospensioni elettroniche, la NT1100 si è dimostrata la compagna ideale per affrontare strade impegnative e paesaggi incantevoli. Scopri di più su questa esperienza indimenticabile e perché mi sono innamorato della Honda NT1100!

Il mio viaggio verso la Turchia inizia in auto: 13 giorni davanti a me, una moto che ancora non conoscevo e un Paese intero tutto da scoprire.

Arrivato a Roma, presso la sede centrale di Honda Motor Europe, ho trovato la Honda NT1100 già pronta e accessoriata per la partenza. Dopo aver preparato tutto il necessario per un viaggio all’insegna dell’avventura “wild”, mi metto finalmente in marcia in direzione Brindisi, dove mi aspetta il traghetto per Igoumenitsa, in Grecia.

Sulla strada per il porto inizio a prendere confidenza con la moto. Fin dai primi chilometri la NT1100 trasmette il feeling di una vera grande passista. Percorriamo più di 400 km senza avvertire il bisogno di soste frequenti: merito dell’ottima sella (comoda come una poltrona) e di una perfetta triangolazione sella-pedane-manubrio. In serata arrivo al porto fresco e pronto per la traversata notturna.

Dalle montagne del Pindo a Salonicco: il battesimo della NT1100

La mattina seguente il viaggio ricomincia di buon mattino. Un caffè veloce e si parte. Appena uscito dal porto mi trovo di fronte le maestose montagne del Pindo e le Meteore a sud. Decido così di attraversare gli spettacolari paesaggi montani della Grecia del Nord, baciati da una splendida giornata di sole.

Su questi passi di montagna, la sport-tourer di casa Honda sfoggia tutte le sue armi migliori:

  • Cambio DCT: preciso, dolce, ma incredibilmente aggressivo quando serve.
  • Sospensioni elettroniche Showa EERA: regolabili anche in movimento, hanno digerito ogni minima imperfezione dell’asfalto, lavorando a meraviglia nonostante il mio peso e il carico dei bagagli.

Durante la giornata apprezzo l’agilità e una potenza sempre ben distribuita. Si sente subito che la NT1100 ha carattere da vendere. Attraverso Metsovo e Milea, spingendomi sempre più a est sulla E92 fino ad arrivare a Salonicco. Dopo tanti chilometri guidati senza mai stancarmi, mi godo questa storica città greca con un buon campeggio sul lungomare e un piatto di pesce alla griglia.

L’ingresso in Turchia: il confine e la strada per Istanbul

L’indomani si riparte. Faccio un check accurato all’ammiraglia: controllo olio e liquidi, ingrasso la catena e via. Dopotutto la strada da percorrere è ancora molta e lei deve essere la mia compagna di viaggio ideale.

Punto verso Alexandroupoli, l’ultima città europea utile per un controllo generale prima di addentrarmi in Turchia. Qui faccio rifornimento, cambio la moneta (decisamente più conveniente farlo qui che dopo il confine) e acquisto una SIM telefonica locale.

Superiamo velocemente la dogana greca, austera ma senza grandi intoppi, e oltrepasso il suggestivo ponte di Kipoi-Ipsala che sovrasta il fiume Evros, confine naturale tra le due nazioni. Davanti a me, come una cattedrale nel deserto, si innalza la gigantesca dogana turca, sfarzosa e imponente, quasi a voler dimostrare fin da subito la grandezza del Paese. Passato il controllo di polizia, i tempi si allungano alla dogana merci: gli ufficiali, incuriositi dal mio viaggio in solitaria, spulciano per bene tutta la moto. Alla fine, però, mi congedano con un caloroso saluto e l’augurio di “buona strada”.

Il mio obiettivo della giornata è raggiungere Istanbul, distante circa 250 km. Nonostante sia già tardo pomeriggio, decido che passare la serata nella metropoli turca sia l’opzione migliore. Sapendo che non avrei campeggiato, trovo un piccolo hotel nella parte europea, concludendo la serata tra ottimo street food e tante persone incuriosite dalla NT1100.

Attraverso l’Anatolia: lo spettacolo di Tuz Gölü e la Cappadocia

Fin dalla partenza mi ero ripromesso di fare tappa al bellissimo lago salato di Tuz Gölü. Da Istanbul sono più di 600 km. Attraverso quasi interamente l’Anatolia, immerso in paesaggi rurali di una bellezza unica. I chilometri sono tanti e il meteo purtroppo non gioca a mio favore, costringendomi ad arrivare a soli 30 km dalla meta quando è già buio pesto.

Sfinito dal traffico incessante e da strade non proprio facili, decido di fermarmi lungo la via principale in un piccolo ristorante in mezzo al nulla. Dopo aver concordato la cena, il proprietario – di una gentilezza squisita – mi offre la terrazza del locale come riparo. Monto la tenda e passo una bellissima serata in compagnia dello staff e della famiglia del titolare.

All’alba lo spettacolo che mi si presenta davanti è da brivido: il lago Tuz Gölü, al sorgere del sole, si tinge di un rosa pastello unico. Visito una delle miniere di sale più grandi dell’Asia e costeggio lo specchio d’acqua lungo la O-21.

Nel pomeriggio mi rimetto in marcia verso la splendida Cappadocia, più precisamente a Göreme. L’arrivo è tempestoso nel vero senso della parola: anche in una regione semidesertica ho scoperto, a mie spese, che quando piove fa sul serio. Sfrutto una tregua del temporale per visitare il capoluogo in serata.

Il giorno seguente metto nuovamente alla prova la Honda, ormai con una maggiore confidenza. Tra le strette curve della Cappadocia la moto si comporta egregiamente: la frenata è decisa ma modulabile e il telaio rivela quel pizzico di anima Adventure ereditata dalla sorella Africa Twin. Una vera mangia-chilometri!

Il Dark Canyon lungo l’Eufrate e l’accoglienza turca

Successivamente affronto un’altra tappa di 500 km verso Kemaliye. Qui va fatto un plauso al Cruise Control della NT1100, che trasforma i lunghi trasferimenti autostradali in un gioco da ragazzi.

Kemaliye fa da sfondo alla magnifica strada che collega la valle, famosa come Dark Canyon. La via si sviluppa per 25 km lungo una gola costeggiando il fiume Eufrate: si tratta di una pista sterrata caratterizzata da un mosaico di gallerie scavate a mano. Un panorama unico che toglie il fiato; ogni volta che uscivo da un tunnel, si apriva davanti a me uno scenario completamente nuovo.

Come di consueto, arrivo a Kemaliye sul calare della sera e, per l’ennesima volta, mi trovo a dover improvvisare per la notte. Trovo un campeggio che però è chiuso per fuori stagione. Fortunatamente il proprietario ha un debole per i motociclisti: mi prepara un’ottima cena tipica turca, condita da una birra fresca e da quattro chiacchiere sulla storia del paesino. Mi permette così di sistemarmi per la notte accanto al ristorante, vicino a un piccolo affluente dell’Eufrate.

La via del ritorno: dal Mar Nero alla Macedonia del Nord

La mattina successiva segna l’inizio del rientro. Mi separano circa 2.500 km dal porto d’imbarco in Grecia. Ricarico l’ammiraglia e ci mettiamo in viaggio riattraversando la strada del Dark Canyon. Qui mi aspetta una bella sorpresa: qualche giorno prima a Göreme avevo incontrato un altro motoviaggiatore che, seguendo gli adesivi della Discovery Endual, era arrivato fin nel cuore del canyon. Decidiamo di fare un pezzo di strada insieme e, dopo aver pranzato con alcuni camperisti incontrati lungo il tragitto, affrontiamo qualche ora di curve fino a Refahiye. Qui veniamo bloccati da una forte nevicata e siamo costretti a fermarci per la notte, ospitati in una casa per studenti.

L’indomani partiamo all’alba con circa 1°C e le strade ancora innevate. Dopo una buona colazione ci salutiamo: lui prosegue verso la Georgia, io mi dirigo a nord sulla costa del Mar Nero, destinazione Sinop. Dopo aver percorso la litoranea da Samsun a Sinop, decido di passare la notte all’interno di un bellissimo parco naturale.

Il viaggio prosegue nuovamente verso Istanbul, dove mi aspetta un’amica. Trascorro due giorni a esplorare questa incredibile megalopoli che fa da ponte tra due continenti, visitando la Moschea di Santa Sofia e l’intera parte asiatica.

Dopo due giorni di meritato riposo, la mia instancabile compagna di viaggio ed io puntiamo verso la Macedonia del Nord, facendo tappa a Ocrida (Ohrid), celebre e storica località situata sul lago omonimo. Il giorno successivo attraverso l’Albania lungo la SH-77 per rientrare in Grecia. Questa strada è un susseguirsi infinito di curve nell’entroterra albanese, una zona ricca di siti romani e con un asfalto perfetto che mi ha permesso di spremere a fondo la ciclistica della Honda.

Conclusioni: perché innamorarsi della Honda NT1100 DCT

È stata un’esperienza unica, durante la quale ho conosciuto persone di culture diverse, sempre ospitali e pronte ad aiutarmi. Ho avuto l’opportunità di guidare la Honda NT1100 in versione DCT e, lasciate che ve lo dica al di là del test puramente tecnico: da motoviaggiatore me ne sono letteralmente innamorato.

Con i suoi 102 cavalli, Honda ha dimostrato che il suo motore bicilindrico sa esprimersi al meglio anche in questa veste prettamente turistica. Il merito va condiviso tra il telaio di derivazione Africa Twin e, soprattutto, le sospensioni elettroniche Showa EERA, capaci di mantenere l’assetto della moto impeccabile in ogni condizione. La frenata è sempre precisa, la capacità di carico con le tre valigie rigide di serie è ottima e l’elettronica, sebbene richieda un minimo di apprendimento iniziale, si rivela una garanzia assoluta.

A questa moto non si può chiedere nulla di più. La versione DCT, abbinata al pacchetto delle sospensioni elettroniche, rappresenta probabilmente la configurazione più indovinata, rendendola imbattibile nel rapporto qualità-prezzo sul mercato delle tourer.

Un ringraziamento speciale va ad Andrea Venturini, che ha fatto di tutto per mettermi a disposizione questa splendida moto, e a Sebastiano Sisto di Honda Motor Europe Italia. Un immenso grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questa stupenda avventura!

Testo: Florin Drula

CaratteristicaSpecifiche Tecniche
MotoreBicilindrico parallelo, 4 tempi, unicam a 8 valvole
Cilindrata1.084 cc
Potenza Massima102 CV (75 kW) a 7.500 giri/min
Coppia Massima104 Nm a 6.250 giri/min
CambioAutomatico / Sequenziale DCT (Dual Clutch Transmission) a 6 rapporti
TelaioSemidoppio culla in acciaio con telaietto reggisella in alluminio
Sospensioni AnterioriForcella rovesciata Showa SFF-BP da 43 mm (versioni avanzate con Showa EERA a regolazione elettronica)
Sospensioni PosterioriMonoammortizzatore Showa con leveraggio Pro-Link (versioni avanzate con Showa EERA)
Freni AnterioriDoppio disco flottante da 310 mm con pinze ad attacco radiale a 4 pistoncini (ABS)
Freno PosterioreDisco singolo da 256 mm con pinza a 1 pistoncino (ABS)
Altezza Sella820 mm
Capacità Serbatoio20,4 Litri
Consumi (ciclo WMTC)Circa 5 litri / 100 km (autonomia stimata di oltre 400 km)
Elettronica di BordoCruise Control, Apple CarPlay / Android Auto, Display touch TFT da 6.5″, Riding Mode personalizzabili, Controllo di trazione HSTC e Anti-wheelie

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