Tre giorni di pura adrenalina, strade infinite e sapori autentici.
Il Rally delle Marche è l’avventura che stavi aspettando. Un percorso studiato per emozionare, che in pochi chilometri ti farà attraversare panorami che spaziano dalle spiagge dorate di Gabicce Monte alle vette e colline più nascoste dell’entroterra.
Premessa
Ho chiesto a mia figlia Elide di darmi un pizzicotto per capire se tutto quello che avevo vissuto fosse stato reale oppure un sogno. Fortunatamente solo solidà realtà.
Ho guidato davvero nelle Marche su tracce mozzafiato e conosciuto leggende viventi del motociclismo!!
Partiamo per ordine.
Mi arriva la richiesta dalla nostra rivista di partecipare al Rally delle Marche e capisco subito che ho l’opportunità di vivere un esperienza unica. Di amicizia e di conoscenze speciali. In sella ad una moto, la Yamaha Ténéré 700 ARROW con cui Pietro Ha partecipato all’Africa Eco Race. Quindi immaginatevi la mia emozione ed il mio entusiasmo. Che l’avventura abbia inizio!
Così inizia l’avventura
Partiamo il venerdi mattina io e il mio oramai fidato compagno di rally, “babbo Rossano”. Carichiamo l’amata “tenerona” tutta preparata ad ok per sfidare le tracce sapientemente studiate per un ampio ventaglio di partecipanti. Si perchè quest’anno l’organizzatore dell’evento, Alex Tamburini insieme a Riding Marche, hanno messo a disposizione dei centauri 5 differenti tipologie di tracce. Discovenring con e senza passaggio su spiaggia. Touring, Adventouring con e senza varianti hard “croccanti” come le appella ridacchiando il nostro amico organizzatore.
Direi quindi tutto perfetto per esaudire ogni più ambiziosa richiesta.









Arriviati a Gabicce (PU) una insistente pioggerella che proprio l’anno prima mi avevano fatto rinunciare e non poter essere proclamato finischer, mi infastidisce un pò gli umori. Al paddock, mi sbrigo a fare gli accrediti e mi dirigo ansiosamente sulla spiaggia dove stavano impartendo lezioni sulla sabbia 3 veterani di rilievo. Alex Zanotti, Cesare Zacchetti e la leggenda del motociclismo Giò Sala. In tutto una 40ina di inscritti per il Desert Training Master. Un evento fighissimo dove i 3 dakariani davano lezioni ed aiutavano i piloti a capire come venir fuori da canaloni profondi ed insidiosi creatisi nella soffice sabbia di mare. Infatti a differenza di quella secca e arida del deserto, quella umida della riviera, tende a bucarsi molto di più, azzerando quasi completamente la trazione.
E cosi dopo qualche fatica, anzi al dire il vero non poca, e tanto divertimento i piloti si scaldano e fanno un pò di allenamento per l evento vero e proprio dell’ indomani mattina.
In questa occasione ho avuto il privilegio e la fortuna di scambiare due chiacchiere interessantissime con questi “giganti dei rally africani”.
Tanta emozione d una notte insonne
Ed eccoci al sabato mattina. Dopo aver passato la notte quasi insonne, sono pronto ad affrontare la prima tappa del Rally delle Marche con partenza a Gabicce Monte proprio su un costone sopra il mare. Un panorama ed un’alba mozzafiato aprono questa giornata all’insegna del “gas e del divertimento”.
Ho scelto la traccia ADV quindi mi aspetteranno tanti km. 200 per l’andata e 73 per il ritorno. Un’enormità per chi come me va in moto saltuariamente. Parto fra i primi cosi da poter immortalare fin da subito i momenti salienti. Iniziamo dalla spiaggia, una bellissima lingua di sabbia distesa tra Gabicce e Cattolica dove le moto hanno percorso quasi 3 km sul bagnasciuga. Occasione più unica che rara, viste le stringenti leggi italiane riguardo l’utilizzo del bagnasciuga anche nei periodi invernali










La Yamaha T700 ARROW si comporta benissimo. Da subito, complice il fatto di avere in dotazione gomme da enduro, godo a guidare con lunghi traversi sulla sabbia. Usciti dalla spiaggia ci dirigiamo verso Tavullia. Passando proprio da li. La terra di piloti e di motori come recita il cartello. La città di Valentino Rossi!
Purtroppo i panorami vengono interrotti da fitta nebbia, residuo fisso della pioggia del venerdì.
La traccia prosegue verso le “selle del Burano” alle pendici del maestoso monte Nerone quota 1500 s.l.m. Ambita meta anche su strada poichè sulla vetta si possono ammirare tutte le vellutate colline marchigiane sottostanti. Il percorso è bello scorrevole, non molto impegnativo ma godevolissimo. Forse con qualche chilometro di asfalto di troppo, anzi sicuramente! Ottima soluzione come preludio per far rimanere tutti in gioco e in sicurezza, visti i tanti km da percorrere in giornata.
Battesimo in sella e incontro al vertice
La mia Yamaha si è comportata in modo impeccabile, infondendomi subito la sicurezza necessaria per affrontare la mia “prima volta” con lei. Mi sono sentito subito a mio agio: spazzolavo di traverso su ogni curva, con la moto che copiava perfettamente il terreno variegato del percorso.










Pausa ristoro e paesaggi marchigiani
Arrivati al ristoro, nei pressi di Mercatale, la carica è stata rinnovata grazie a una sosta gourmet.Ottima pizza, pasta, salumi, carne e dolci. Il tratto di ritorno è stato meno lungo ma altrettanto entusiasmante, estendendosi fino a Borgo Pace, un piccolo e suggestivo borgo all’imbocco di Bocca Trabaria.
Ritorno al paddock e sicurezza
Al rientro (ore 17:00 circa) mi sono subito sincerato con il mio “vecchietto”. Ma grazie all’applicazione Whip e al live tracking, la sua apprensione era superflua. Tutto monitorato!
Un plauso all’organizzazione: il tracciamento in tempo reale è fondamentale per la sicurezza e ottimizza l’intervento dello Staff, sempre pronto ad assistere.
Dopo una birretta e qualche chiacchiera con gli amici, la giornata si è conclusa con una doccia rigenerante e una ricca cena di pesce al Grand Hotel Michelacci.
L’Incontro che non ti aspetti
Mentre leggevo il ricco menù di pesce, un “signore” mi invitava a sedere accanto a lui.
“Ciao Luca, hai dato gas oggi? Com’è andata!? Vieni, siediti!”
Era Giovanni Sala! Sei volte Campione del Mondo Enduro, 10 Dakar (con un terzo posto all’attivo) e uno dei padri del motore LC8. La cena si è trasformata in una delle più imprevedibili e proficue. Traboccante di consigli, aneddoti curiosi e affascinanti sul mondo delle due ruote. Vado a letto con un sorriso.








Giorno 2: Modalità Dakar e varianti hard
La sveglia suona alle 6:00. Mi vesto “da moto” con la stessa attenzione di un pilota della Dakar, prendo il mio navigatore Hugerock e vado a scaldare la Tenerona. Dopo il briefing al Paddock, si parte. Ancora la spiaggia ci aspetta! Provo a far “galleggiare” l’avantreno sulla sabbia, dirigendomi questa volta verso Sud.
La scelta vincente: Traccia ADV con varianti hard
La decisione di seguire la traccia ADV con varianti Hard (137 km all’andata, 100 km al ritorno) si rivela un successo. Grazie alla mia esperienza enduro e facendo tesoro dei consigli di Giò Sala, proseguo su un percorso magnifico.
- Bosco
- Single track
- Salite fangose
- Sasso smosso
Questa domenica si prospetta “croccante”!
Le Gole del Furlo e l’arrivo
Un tratto speciale, concesso unicamente per l’evento, ci conduce verso la Riserva Naturale Statale delle Gole del Furlo. Una spaccatura incredibile e profonda sulla roccia. Un panorama suggestivo che mi riporta alla memoria i ricordi di mio nonno Francesco.
Superata la gola in un versante ricco dei colori autunnali, arriviamo in meno di tre ore ad Acqualagna per il ristoro (ottima pasta e salsicce!).
Proseguiamo salendo sul Monte Paludello (circa 900 m s.l.m.), dove sentieri scoscesi e sassosi mettono a dura prova le nostre ultime energie. Il traguardo è vicino. Terminare 530 km di traccia in due giorni, trascorrendo oltre 13 ore in sella, è una soddisfazione immensa.
Tra musica e sgassate, arrivo al Paddock. L’atmosfera è già di grande festa. il 5° Rally delle Marche è terminato.







L’essenza dell’Adventouring
L’Adventouring racchiude mille significati: è la vera essenza del motociclismo. Ti spinge a tirare fuori il meglio di te, mettendoti alla prova su asfalto e fuoristrada, regalandoti panorami e sentieri che solo questa disciplina sa offrire.
Sono grato per questa esperienza, per i luoghi fantastici scoperti e per le persone genuine con cui ho condiviso la stessa passione. La moto è anche amicizia e condivisione di momenti belli e faticosi.
Ringraziamenti:
- All’Organizzazione dell’evento e al Moto Club Riding Marche.
- Alla mia famiglia, senza la quale tutto questo non sarebbe stato possibile.
Ci vediamo alla prossima avventura! Ricorda: sempre nel rispetto delle regole e della natura che ci ospita.
Testo: Luca Stolli
Foto: Fotografica Sestriere



