Test Raid Estremo: 5 Giorni di vera avventura con la Ténéré 700 ARROW allo Swank Rally di Sardegna.

Lo Swank Rally di Sardegna 2025 in gara con la Yamaha Ténéré 700 ARROW è un’esperienza che merita assolutamente di essere raccontata.

L’ultima mia licenza agonistica credo che risalga a circa 15 anni fa

La Sardegna, con i suoi paesaggi selvaggi, le sue mulattiere polverose e i panorami mozzafiato, è stata ancora una volta il palcoscenico di una delle avventure fuoristrada più affascinanti: lo Swank Rally di Sardegna 2025. E quest’anno, l’ho vissuta in sella alla mia fidata compagna di viaggio: una Yamaha Ténéré 700 preparata per l’occasione.

Cinque giorni tra polvere e navigazione

L’edizione 2025 dello Swank Rally, tenutasi dal 23 al 27 settembre, ha mantenuto la sua formula vincente, mescolando l’adrenalina della navigazione a roadbook con lo spirito amichevole e rilassato dell’adventouring.

Ritrovo e partenza dalla bellissima location del Golf Club di Villa Carolina a Capriate d’Orba (Alessandria). Già qui si respira l’aria di un rally vero, un’avventura d’altri tempi.

Durante il trasferimento di 100 km verso Genova, è previsto un prologo di circa 12 km che deve servire per decretare l’ordine di partenza del giorno successivo dopo lo sbarco in Sardegna. Purtroppo, causa le abbondanti piogge dei giorni precedenti, questo tratto cronometrato viene annullato per impraticabilità di alcuni passaggi.

Da Porto Torres, punto di sbarco e partenza, l’avventura si è snodata attraverso l’isola in un percorso che ha toccato il cuore autentico della Sardegna:

  • Tappa 1 (24 Settembre): Porto Torres – Gavoi: Un’introduzione intensa, con settori veloci e i primi assaggi di navigazione, che hanno messo subito alla prova la mia concentrazione.
  • Tappa 2 (25 Settembre): Gavoi – Arborea: Il centro dell’isola, tra i boschi e le curve dell’entroterra, che hanno esaltato le doti ciclistiche della Ténéré. La notte in bivacco, con i racconti intorno al fuoco, è stata il momento clou per riscoprire il vero spirito del rally.
  • Tappa 3 (26 Settembre): Anello di Arborea: Giornata dedicata a percorsi ad anello, perfetti per testare la tenuta della moto su fondi misti, dalle sabbie leggere alle pietre.
  • Tappa 4 (27 Settembre): Arborea – Porto Torres: Il gran finale, una cavalcata che ha unito le montagne all’arrivo sul mare, regalando panorami indimenticabili e l’emozione del traguardo.

L’Anima dello Swank: Avventura e amicizia

Lo Swank Rally non è solo competizione (per chi sceglie la categoria Rally) o puro turismo (per la categoria Experience), è soprattutto un’esperienza umana. Condividere la polvere, la stanchezza e la gioia di arrivare in luoghi remoti con decine di altri appassionati è ciò che rende questo evento unico.

La Yamaha Ténéré 700 ha incarnato perfettamente questo spirito, dimostrandosi una vera tuttofare: robusta e instancabile nei chilometri di trasferimento, agile e performante nei tratti cronometrati (o Experience) e sempre pronta per la foto ricordo.

L’esperienza sarda del 2025 si chiude con il profumo della benzina e della salsedine, il rombo inconfondibile del mio scarico Arrow e una certezza: la prossima avventura in sella alla T7 non tarderà ad arrivare.

La gara con la Yamaha Ténéré 700 ARROW

L’ultima mia licenza agonistica credo che risalga a circa 15 anni fa, quindi per questo Swank Rally di Sardegna, nessuna velleità agonistica ma solo puro divertimento. Così credevo!

Poi quando sei allo start, un’ultima sistemata agli occhiali e la vena si chiude. (per fortuna solo metaforicamente).

Nella categoria R3 quella dedicata alle moto bicilindriche, sicuramente la più impegnativa, ma anche quella che più affascina per l’analogia con le moto che hanno corso nei grandi rally.

Le speciali, una al giorno, avevano una lunghezza media di 20 km da guidare con il roadbook. Ho usato quello elettronico da leggere sul tablet messomi a disposizione da Hugerock con pulsantiera al manubrio della 7Solid.

Riprendere i meccanismi per “navigare” dopo così tanto tempo pensavo mi richiedesse più tempo, invece già dal primo giorno vedevo che mi stavo divertendo a seguire le note senza fare grossi errori.

La speciale del giorno uno e molto guidata, con note molto ravvicinate e insidiose. Ad ogni bivio, le tracce di chi mi precedeva, si diramavano in ogni direzione. Segno che non serviva solo dare del gas, ma l’importante era anche leggere bene le “note”.

Esco dalla prova soddisfatto. Non ho fatto errori di navigazione e ho tenuto un buon ritmo. Sono 11 assoluto!

Giorno dopo giorno, vedevo il mio nome salire nella classifica. Mantenevo una distanza ravvicinata dai primi, un duello costante a colpi di secondi guadagnati tra rocce e la polvere sollevata dai concorrenti.

Arrivato alla partenza dell’ultima tappa (Arborea-Porto Torres), la tensione era palpabile. Ero in terza posizione, con un buon margine sul mio diretto inseguitore.

L’ultima speciale: L’adrenalina e il colpo di scena

L’ultima Speciale era un tratto cronometrato duro, tecnico, che attraversava un fondale roccioso prima di un tratto finale più scorrevole. Ho spinto al massimo, trovando traiettorie aggressive e fidandomi ciecamente della moto. Stavo andando forte, percepivo che il tempo era ottimo.

Poi, l’imponderabile.

un solo chilometro dalla fine della speciale, in piena accelerazione su un dosso particolarmente violento, ho sentito un colpo secco e metallico seguito da un rumore quasi assordante.

La moto ha iniziato a vibrare in modo anomalo. Ho capito subito che lo scarico Arrow, si era staccato dal collettore, ma non pensavo di averlo addirittura perso 100mt più indietro.

Ho accostato di scatto. Il verdetto? Il supporto del telaio che reggeva lo scarico, stressato da quattro giorni di sollecitazioni estreme e vibrazioni costanti, si era spezzato. Oltre allo scarico, allo stesso supporto era ancorato anche il serbatoio del precario esterno del mono-ammortizzatore. Anch’esso disperso e conseguente fuoriuscita di olio idraulico dal “tubo penzolante”.

Tra scelta e sconfitta

Lo sconforto mi ha assalito. Poi con ancora tanta adrenalina in corpo, ho abbandonato la moto e sono corso indietro per recuperare lo scarico. Ho provato a rimontarlo, ma non c’era possibilità di ancorarlo. Intanto il tempo scorreva in maniera inesorabile. Mi sfilo il marsupio e lo cingo attorno allo scarico prima di inserirlo nuovamente nel collettore. Pensavo che sarei riuscito a sostenere l’imbracatura con una mano e guidando con l’altra. Mancava solo 1maledetto chilometro!!!!
Lo scarico però è così rovente che fonde in pochi attimi il nylon delle fibbie del marsupio. Nel frattempo sopraggiunge il concorrente partito dopo di me e sfila via veloce.

Quasi a passo d’uomo mi avvio verso il traguardo. Lo attraverso con un tempo disastroso, la delusione che mi bruciava in gola più della polvere.

Anche se era scontato che la classifica a quel punto fosse compromessa, ne ho avuto la certezza durante la cerimonia delle premiazioni. Addio podio!

L’amarezza del traguardo

Una volta arrivato al parco chiuso, la classifica parlava chiaro: quel chilometro finale mi aveva relegato al quinto posto. La delusione è stata immensa. Non per il quinto posto in sé, tra l’altro inaspettato all’inizio di questo Swank Rally di Sardegna. Ma per la consapevolezza di aver perso il podio per un dettaglio meccanico, per una rottura imprevista a un soffio dalla fine.

Nonostante l’amarezza, la verità è che lo Swank Rally di Sardegna 2025 mi ha regalato un’avventura straordinaria. La Yamaha Ténéré 700 si è dimostrata una vera moto da rally-raid, un mezzo che ti porta ovunque.

L’imprevisto fa parte del gioco. Fa parte del fascino del rally. La battaglia è stata vinta e persa su un singolo, maledetto, supporto spezzato. Ma l’onore di aver lottato fino all’ultimo metro, con la mia T7 ruggente e personalizzata ARROW, quello nessuno potrà portarmelo via.

Formula Experience (non competitivo)

Per chi volesse comunque vivere l’esperienza di un vero rally. Condividere i bivacchi, affrontare gli stessi percorsi di chi è in gara, ma senza l’assillo del cronometro e godendosi gli splendidi paesaggi che solo la Sardegna sa regalare. Può optare per la formula Experience.

Ecco come funziona:

  • Non Competitiva: Non è prevista una classifica.
  • Percorso: Generalmente si percorrono gli stessi tracciati delle categorie competitive (Rally), a volte con l’opzione di un percorso facilitato e tappe più brevi (ad esempio intorno ai 200 km).
  • Prove Speciali: Le prove speciali cronometrate per le categorie Rally, vengono affrontate dalla categoria Experience come normali trasferimenti.
  • Navigazione: È consentito navigare utilizzando la traccia GPX (GPS), o Road Book. Rendendo l’orientamento più semplice e accessibile.
  • Requisiti: È richiesta l’iscrizione all’Associazione Sportiva Dilettantistica Adventure Riding e il possesso della Tessera FMI “Member” con certificato medico per attività sportiva non agonistica.

E tu, hai mai partecipato a un rally adventouring? Qual è stata la tua moto preferita per l’avventura? Raccontacelo nei commenti!

Testo e video: Pietro Bartolomei
Foto: Fotografica Sestriere

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