Giunto alla sua sesta edizione il Calanchi Trophy fa ancora una volta base logistica al Villaggio della Salute Più, locato a Monterenzio in provincia di Bologna. Qui si svolgono tutte le fasi di accredito, consegna materiali e Roadbook, oltre alla partenza e ritorno giornaliero di tappa. I partecipanti possono usufruire di tariffe convenzionate per soggiornare all’interno del parco. In formula B&B, tenda o camper, oltre ad avere un accesso gratuito alle piscine incluso nel pacchetto iscrizione. E credetemi se vi dico che a fine tappa la piscina è stata come una manna dal cielo.
Da qualche anno nell’ambiente dei motorally e della navigazione Roadbook, avevo sentito parlare da amici di questo evento, ma vuoi per un motivo vuoi per l’altro non ero mai riuscita a parteciparvi. Finalmente in questo 2025 si presenta l’occasione buona!
Per prima cosa voglio ringraziare il Motoclub Castel San Pietro Terme per aver accettato la nostra partecipazione come rivista nonostante le iscrizioni fossero Sold Out da tempo. In modo da potervi raccontare in prima persona l’intero svolgimento del Calanchi Trophy 2025.
Ma andiamo a vedere nel dettaglio di cosa si tratta!
Il Calanchi Trophy è un Motorally non competitivo, riservato esclusivamente a moto specialistiche, in cui i partecipanti possono navigare utilizzando il classico Roadbook cartaceo o i nuovi sistemi digitali. O.m.o. , Hugerock o WLP, ormai stanno prendendo sempre più campo anche nelle gare agonistiche del Campionato Italiano Motorally. E’ inoltre possibile, per chi non avesse dimestichezza con il Roadbook o non sia attratto da questa tipologia di navigazione, seguire il percorso tramite traccia gpx.
Per partecipare è necessario, oltre al certificato medico non agonistico in corso di validità, avere attiva la tessera UISP Mototurismo. Ma nessun problema se ne foste sprovvisti. É possibile richiedere il tesseramento tramite il Motoclub organizzatore in fase di iscrizione ad un costo aggiuntivo di 10 euro.
Nella quota di iscrizione è incluso per ogni partecipante un pacco “gara” che comprende prodotti locali e gadget, adesivi e tabelle numerate da apporre alla moto, la maglia moto dell’evento. Il Roadbook nel formato scelto e, come precedentemente accennato, un accesso gratuito all’Acquapark del Villaggio della Salute Più. Sono inoltre inclusi il ristoro di metà percorso, l’aperitivo e il party/cena del sabato, il pranzo a fine percorso della domenica, il servizio fotografico. Last but not least, l’assistenza tecnica durante il percorso e l’eventuale recupero moto in casi sfortunati.
Proprio su quest’ultimo punto ho piacere di soffermarmi poiché abbiamo potuto constatare l’efficienza degli organizzatori e il dispiegamento dei volontari lungo il percorso.
L’infortunio
A discapito di un nostro amico incappato in una brutta caduta al sabato, abbiamo visto da vicino come la macchina organizzativa si sia mossa in maniera impeccabile nell’invio dei soccorsi e recupero della moto. In fuoristrada può capitare di incorrere in incidenti. Ma sapere di avere alle spalle una buona organizzazione fa certamente stare più sereni (il nostro amico fortunatamente sta bene, della sua moto non possiamo dire lo stesso).
Abbiamo inoltre sempre trovato qualcuno a dirigerci in caso di variazioni in corso d’opera, e ad accoglierci e darci informazioni ai ristori. Nella tappa di domenica, in cui il ristoro era previsto solo a fine percorso, ho particolarmente apprezzato la premura di un addetto della manifestazione. Ad uno dei check-point, si è accertato che effettuassimo la correzione del trip come da indicazione del Roadbook e chiesto se fossimo ancora forniti di acqua. Ponendoci una bottiglietta in caso di necessità. Un gesto non da poco in giornate dal meteo bollente, una di quelle accortezze che fanno la differenza.








Day-by-Day come si è svolto il Nostro Calanchi Trophy 2025!
Il venerdì sera non riusciamo ad arrivare in tempo nella finestra temporale di accredito registrazioni. Nessun problema però, poiché chi per motivi di lavoro fosse impossibilitato ad arrivare già il venerdì sera, potrà procedere anche nella mattina successiva prima della partenza. In compenso abbiamo tutto il tempo di sistemare il nostro camper “Ringhio” nell’area di prato adiacente l’arco di partenza. Cenetta, ultime sistemazioni alle moto e di filata a dormire in vista della sveglia presto per le registrazioni dell’indomani mattina.
La tappa del Sabato
Sabato mattina il refrigerio provato la sera precedente è già un lontano ricordo, si preannuncia una giornata abbastanza torrida. Questo non affievolisce affatto il nostro entusiasmo, anzi, non vediamo l’ora di partire!
Operazioni di registrazione rapidissime, applichiamo le tabelle numerate alle moto e andiamo ad effettuare il chilometro. Così proprio come nelle gare di Campionato Italiano Motorally, un tratto di strada viene segnato con i riferimenti per impostare la circonferenza ruota. In modo che il trip torni preciso con la misura utilizzata nella tracciatura del percorso. A proposito di ciò, a posteriori dell’evento, posso dire che una tracciatura così precisa mi ha veramente sorpreso.
Fatto salvo per una piccola incongruenza in una nota del sabato, tutte le altre note mi sono sempre tornate precisissime e anche i disegni erano facilmente intuibili (ogni nota è disegnata a mano). Mai avuto dubbi di navigazione in entrambe le giornate, quindi Chapeau anche per questo aspetto.
Con me a schierarsi sotto l’arco di partenza c’è Simone, mio compagno nella vita e nei rally. Due volte Campione Italiano Enduro e svariati trofei disseminati per casa. Quest’anno ha deciso di cimentarsi per la prima volta nella disciplina della navigazione nel Campionato Italiano Motorally. E quale migliore occasione del Calanchi Trophy 2025 per allenarsi nella lettura del Roadbook e prendere pratica in una disciplina dove la sola velocità non conta? Io cerco di trasmettergli al meglio i consigli nella navigazione, e lui cerca pazientemente di farmi migliorare nella guida. Un compito piuttosto arduo quest’ultimo, vi assicuro!
La prima mulattiera, a freddo!
Al pronti via ci troviamo subito ad affrontare una mulattiera abbastanza enduristica, soprattutto a “freddo” senza un po’ di riscaldamento prima. Arrivati all’asfalto il mio primo pensiero è stato “però, non c’è male come risveglio muscolare!“. Gli ottantaquattro chilometri che precedono la sosta ristoro sono stati un perfetto mix di terreni scorrevoli e qualche tratto leggermente più tecnico. Fatto salvo alcuni canali secchi un po’ più fondi, che sono da sempre per me una spina nel fianco, non c’è stato nulla di particolarmente impegnativo. I rifornimenti carburante previsti per la tappa sono a 67, 84 e 120 chilometri. Considerando i nostri serbatoi cisterna da 11 e 13 litri, decidiamo di saltare il primo rifornimento e andare diretti fino al ristoro senza deviazioni.












Ristoro
Il rinfresco allestito presso il ristorante Sagramoso nel Podere Contessalina è una gioia per gli occhi e per il palato. Un buffet ricco di pasta, crostini, polenta fritta e altre leccornie varie, acqua e bibite fresche a volontà, il tutto da gustare comodamente seduti ai tavoli ombreggiati dai gazebo. Prima di ripartire ci godiamo una piacevole siesta distesi sul prato all’ombra delle piante, scambiandoci qualche battuta con altri partecipanti. Davide, organizzatore meticoloso, ci vede troppo blandi nel riprendere la marcia e ci esorta a ripartire in vista delle 3/4 ore previste per il rimanente percorso.
Visto il tempo di percorrenza della prima parte l’avevo presa onestamente sotto gamba. Ha fatto bene Davide ad avvisarci, perché “il bello ha da venire”! Fatto il pieno alle nostre Beta, Xtrainer 300 my23 per me e 300 Racing my24 per Simone, ci rimettiamo nel percorso. Nella seconda parte di tappa il gioco si fa duro, con alcune mulattiere più impegnative e single track nel bosco con canali. In particolare una salita impestata, con pietre piantate e canali scavati ai lati, è stato il tratto che più mi ha messo in difficoltà.
Caldo asfissiante
Ero partita bene, guidando in piedi e superando alcuni gradini impegnativi. Poi mi sono arenata miseramente, e ripartire è stato impegnativo. Oltretutto sono finita erroneamente nel tratto più scassato e a quel punto non ero più in grado di ripartire senza aiuto. Provvidenziale l’intervento di Simone che ha portato su con facilità la mia moto per gli ultimi dieci metri di mulattiera, mentre io stremata e a fiato corto ho terminato la risalita a piedi. Qui è stato necessario sdraiarmi qualche minuto per riprendermi dalla fatica. Alla fine Davide aveva proprio ragione a sollecitare la ripartenza.
Per fare gli ultimi 66 chilometri infatti, comprese soste foto e video, abbiamo impiegato tre ore precise! Chicca di fine giornata, dopo una fredda doccia tonificante nel nostro camper Ringhio, il relax nelle piscine del Villaggio della Salute Più, prima dell’aperitivo offerto a bordo piscina e dell’ottima cena a buffet, goduta in condivisione ai tavolini all’aperto tra le risate dei racconti di giornata.











La tappa di Domenica
La domenica ci attende un percorso leggermente più breve, ma decisamente non banale. L’organizzazione ha previsto circa quattro ore per percorrere i 110 chilometri previsti, e sono stati piuttosto precisi a fronte delle quattro ore e mezza da noi impiegate, compreso soste fotografiche, impuntamenti in mulattiera, e pausa rifocillamento intermedia. Proprio nei primi chilometri di traccia si presentava subito una possibile variante di alleggerimento per una mulattiera in salita un po’ più complessa. Nel briefing era spiegata la variante, poi nuovamente spiegata dagli organizzatori prima dello start di giornata. Dubbiosa sulle mie reali capacità di riuscita, e ancora con uno strascico di stanchezza per il giorno precedente, decido di lasciare tutto il divertimento a Simone e Guido, mentre io proseguo in asfalto fino alla nota di ricongiungimento insieme alla mia amica Giulia, anche lei pilota nel Campionato Italiano Motorally.
L’organizzazione è presente nei due punti di snodo per aiutare i partecipanti che decidono per la variante soft a procedere sicuri fino alla nota di rientro nel percorso. Simone e Guido ci raggiungono, la salita era tecnica ma non impossibile dicono, però un partecipante si è infortunato ad un piede impattando una radice. Ci prendiamo un attimo per chiamare i numeri di emergenza e mandare soccorso al pilota infortunato. Prontamente intervengono raggiungendo il punto da noi indicato mediante l’utilizzo di quad. Possiamo quindi riprendere la marcia e ci gustiamo un veloce tratto scorrevole fino a raggiungere un bel punto panoramico tra le pale eoliche.
La Romana
Nessun cronometro, nessuna fretta, solo la voglia di divertirsi e godersi il tracciato e i panorami. E’ anche questo il bello di queste manifestazioni. Dopo qualche chilometro affrontiamo una salita che è segnalata come più impegnativa ma non impossibile. Per sicurezza mando avanti Simone, sia mai che si renda necessario un recupero moto come nella giornata di ieri. In realtà la salita è divertente e godibile, fatto salvo per un passaggio verso la fine da affrontare con un po’ più di decisione. Passiamo tutti senza problemi di sorta, chi in maniera più tecnica, chi in modo più raffazzonato (tipo io).
Il punto che più mi ha messo in difficoltà nella giornata è stato quello nella salita chiamata “La Romana”. Una mulattiera non troppo larga, in salita e con notevoli pietre piantate e scalini qua e là. Presenti sul posto addetti dell’organizzazione ad aiutare qualora ci fosse bisogno. Ancora più che per i passaggi più tecnici ed enduristici, quello che mi ha messo in difficoltà è stata la lunghezza del tratto. Una salita lunga che non spezzava mai. Arrivo al suo culmine talmente cotta dalla fatica e dal caldo che ho continuato a provare fatica anche nel tratto in discesa, con Simone che mi incitava a stare in piedi, e le mie gambe che continuavano a voler cedere. A quaranta chilometri dei centodieci previsti sono già cotta come una caldarrosta sulla brace.








Bevi la Coca Cola che ti fa bene!!!
Approfittiamo della deviazione per il rifornimento carburante per fermarci a Firenzuola a rigenerarci, sgranocchiando patatine e sorseggiando una Coca-Cola freschissima, in piacevole compagnia di altri partecipanti che hanno fatto la nostra stessa deviazione. Approfittiamo anche della fontanella per riempire i nostri Camelback con acqua fresca prima di ripartire. Questa sosta è stata provvidenziale per recuperare le energie e affrontare il resto del percorso decisamente con un altro passo, effettuando alcuni passaggi tecnici quasi con semplicità. Se questo deve essere l’effetto vorrà dire che metterò Coca-cola nel camelback al posto dell’acqua. Unica difficoltà, nemmeno a dirlo, l’unico tratto con dei canali stretti in cui procedo come avessi iniziato ad andare in moto ieri, cadendo come una pivella a venti metri dalla fine della salita che spunta a Sasso di San Zanobi. Qui ci fermiamo un attimo a bordo della strada asfaltata per goderci il bellissimo panorama e scattare qualche foto.
Seguendo il roadbook ripercorriamo la strada bianca dei laghetti e pale eoliche percorso anche nella giornata di ieri, divertendoci a scorrere veloci pennellando ogni curva. Dulcis in fundo un ultimo tratto tecnico ci attende, affrontando in discesa quello che questa mattina era stato il tratto hard in salita che avevo evitato. Gli amici enduristi mi apostrofano sempre che in discesa vanno anche le zucche e quindi provo ad affrontarla con fiducia (ma non troppo).
Non è un miraggio, è veramente l’arrivo
Tutto fuorché in maniera tecnica e aggraziata, ma arrivo in fondo senza problemi e cadute di sorta, mettendoci “solamente” quasi il doppio del tempo impiegato da Simone. A questo punto il giubilo nello scorgere sul Roadbook la scritta “ARRIVO”! Ancora poche curve in asfalto e siamo in arrivo all’Agriturismo Poggiolandi, dove possiamo gustarci un buonissimo pranzo servito ai tavoli all’aperto, ad una piacevole e arieggiata ombra. Da qui il rientro al Villaggio della Salute Più avviene senza l’ausilio del Roadbook, semplicemente seguendo le indicazioni stradali per l’asfalto principale. Non rimane che caricare le moto e ripartire verso casa, ma con nel cuore i ricordi di un bellissimo fine settimana fatto di divertimento e ottima compagnia, godendo delle nostre più grandi passioni: Enduro e Roadbook.
Ancora complimenti ai ragazzi del Motoclub San Pietro Terme per l’organizzazione davvero IMPECCABILE!
Un evento che mi sento vivamente di consigliare a tutti gli appassionati della disciplina della navigazione con il Roadbook.








SIMONE CIUTI ci racconta la sua esperienza
Questo è il primo anno che mi avvicino alla disciplina della navigazione prendendo parte al Campionato Italiano Motorally. Abituato a districarmi tra frecce e fettucce delle gare di enduro, memorizzare le prove cronometrate e andare alla massima velocità possibile, mi trovo catapultato in un mondo sì simile, fatto sempre di mulattiere e sassi, ma estremamente differente allo stesso tempo, dove andare semplicemente full gas a volte può essere persino controproducente se si salta una nota o si “inciampa” bucando una velocità controllata.
Per questo motivo quando mi è stato proposto di partecipare al Calanchi Trophy 2025, ho subito accettato con grande entusiasmo. E’ stata per me una bellissima occasione per poter fare pratica con la navigazione, testare le varie funzionalità del mio sistema di navigazione O.m.o. Roadbook con tutta tranquillità, senza dovermi preoccupare del cronometro che scorre inesorabile. Anche questa è stata una piacevole novità per me. Il Calanchi Trophy 2025 è stato il mio primo evento non competitivo ed è stato bello poter godere della bellezza dei paesaggi e perché no, magari ogni tanto spegnere il motore e semplicemente fermarsi a fotografare un panorama. I terreni sono stati dei più vari: piste veloci, single track e tratti più tecnici ed enduristici.
Tra Enduro e Motorally
Una vera goduria per qualsiasi Endurista! Altro valore aggiunto è stato gustarsi tutto questo in compagnia di amici e incontrando nuove persone, unite come me sotto questa stessa passione, aperti alla condivisione e sempre pronti per uno scambio di battute. Il Calanchi Trophy 2025 è stato per me un allenamento perfetto in ottica delle gare, un weekend rilassante e un momento passato in ottima compagnia. Che chiedere di più? Un tuffo in piscina! Anzi no, c’è stato anche questo!
I miei complimenti all’organizzazione anche per la precisione nella tracciatura del Roadbook e per il dispiegamento di volontari lungo il percorso, sempre pronti a dare informazioni ad ogni snodo fondamentale. Il chilometraggio percorso, rispettivamente 150 chilometri al sabato e 110 alla domenica, è stato di tutto rispetto e con pochissimi tratti di asfalto percorsi. In ultimo ma non per minore importanza, un accenno alla bontà dei cibi trovati ai vari ristori e pranzo finale, perché è vero sì che ci troviamo nella terra de’Mutòr, ma è anche vero che siamo a cavallo tra Emilia e Romagna, dove la buona cucina la fa da padrone. Sia sabato che domenica abbiamo sempre mangiato al TOP!
Tirando le conclusioni di questa nuova incredibile avventura, mi sento vivamente di consigliare l’evento e spero di avere nuovamente la possibilità di partecipare il prossimo anno! Buona navigazione a tutti!
Testo: Elisa Gallorini – Simone Ciuti
Foto: Daniele Corti
Montaggio video: BK Produzione



